Sabato 06 Febbraio 2010

Berlusconi/Dubbi di Genchi su piazza Duomo,Di Pietro si dissocia

Roma, 6 feb. (Apcom) - Gioacchino Genchi, dai segreti delle intercettazioni alle statuette di piazza Duomo. Il consulente informatico di molte procure ed investigatori torna sotto i riflettori della politica per un inatteso intervento al secondo giorno di congresso di Italia dei Valori dove esprime più di un dubbio su quanto accaduto a piazzo Duomo quando Massimo Tartaglia colpì il Premier in pieno volto con una statuetta lanciata da pochi metri di distanza. Dubbi che hanno messo in allarme il centrodestra per le trame che potrebbero celare, che hanno portato Italia dei Valori a prenderene le distanze e quindi, a fine giornata, lo stesso Ge3echi a precisare. "E' evidente - scrive Gnechi in una nota - che il mio intervento di oggi è stato totalmente frainteso. Le mie parole, infatti, non facevano alcun riferimento alla dinamica dell'attentato e non intendevano affatto metterne in dubbio la veridicità. Mi riferivo, in realtà, a quanto accaduto immediamente dopo, ovvero, al fatto che la scorta del presidente del Consiglio non abbia provveduto con tempestività ed immediatezza ad allontanare il premier da quella situazione di grave pericolo". Eppure dal palco i dubbi di Genchi sembravano anche di altra natura. Se non altro quando ha ricordato come a dicembre "quella statuetta fu provvidenziale, miracolosa" perchè "ha salvato Silvio Berlusconi da dimissioni forse imminenti". Ma a prenderne le distanze fra i primi, direttamente dal congresso Idv mentre il Pdl in coro lo accusava di "vergogna, spione" e il capogruppo Gasparri preannunciava chiarimenti con Manganelli sulk rappoorto fra Genchi e la polizia di Stato, era stato il presidente dei deputati dipietrista Donadi: "parole gravi, noi non crediamo a complotti". A cui si è aggiunto Antonio Di Pietro in persona:"La teoria del finto attentato mi pare inimmaginabile e fantasiosa. Purtroppo la statuetta in faccia al presidente del Consiglio c'è stata ed è stato un atto grave ed inaccettabile. Credo che sia bene non costruirci teoremi sopra", ha detto. Frattanto il portavoce Pdl Daniele Capezzone non ha mancato di esprimere il sospetto che le parole di Genchi potessero avere il suono sinistro di un'incitazione ad una piazza del Duomo-bis. Mentre per tutta la giornata il Pdl, in testa il ministro-coordinatore Sandro Bondi, ha cercato di tenere accesi i riflettori non tanto sul congresso Idv quanto sulla "vera storia" di Antonio Di Pietro e Mani Pulite che sarebbe sul punto di essere rivelata. "Messaggi mafiosi, Bondi vada dai magistrati: non c'e nulla di segreto" è stata la risposta degli uomini dell'ex Pm. Un capitolo, quello dello scontro Pdl-Idv, destinato ad arricchirsi di sempre nuovi episodi.

Tor

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