Giovedì 25 Febbraio 2010

Mills/ Oggi la Cassazione, Berlusconi imputato fantasma

Milano, 25 feb. (Apcom) - Approda oggi in Cassazione, davanti alle sezioni unite, il processo a David Mills, con la discussione del ricorso della difesa del legale inglese contro la conferma della condanna in appello a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari, in riferimento agli "almeno 600 mila dollari" arrivati da Silvio Berlusconi in cambio di due presunte false testimonianze nelle vicende All Iberian e tangenti alla Gdf. La scelta della Suprema Corte è destinata ad avere un peso che andrà al di là dell'aspetto giudiziario. Basta considerare che due giorni dopo, sabato, riprenderà a Milano il processo al presidente del consiglio dei ministri per lo stesso reato, processo che era stato aggiornato proprio in attesa della Cassazione, dove oggi il premier reciterà suo malgrado il ruolo dell'imputato fantasma. Che a decidere sul fascicolo Mills siano le sezioni unite è già significativo e si spiega con il fatto che fino ad oggi in Cassazione c'erano state scelte diverse in materia di "corruzione susseguente", il concetto giuridico al centro della sentenza della Corte d'appello di Milano. Per i giudici di secondo grado l'accordo illecito tra Mills e un emissario di Berlusconi si era concluso alla fine del 1999: dunque, non prima, come invece era stato ritenuto dal Tribunale con la condanna di primo grado, ma dopo le testimonianze rese da Mills nei due processi. Per alcuni giudici della Cassazione infatti la corruzione susseguente è "semplice" e si prescrive in 7 anni e mezzo, per altri è "giudiziaria" e scade solo dopo 10 anni. Nel primo caso il procedimento Mills sarebbe già morto e di conseguenza quello a Berlusconi. Nel secondo caso, considerando le interruzioni della prescrizione, la scadenza sarebbe il 10 aprile prossimo. Di una eventuale dichiarazione di intervenuta prescrizione per il legale inglese beneficerebbe anche il fondatore della Fininvest, dal momento che il suo legale Niccolò Ghedini ha sempre dichiarato: "La mia logica è quella di non rinunciare mai alla prescrizione, soprattutto a Milano e per Berlusconi". Nel caso in cui la Cassazione dovesse annullare la condanna con rinvio ad altra sezione della corte d'Appello a Milano, non ci sarebbe il tempo di celebrare il dibattimento. Dalla sentenza che arriverà con ogni probabilità già nella giornata di oggi, dunque, dipendono equilibri politici e lavori parlamentari, considerando che per il 9 marzo arriverà in aula la norma sul legittimo impedimento. In caso di prescrizione per Mills insomma ci potrebbe essere meno fretta nel legiferare. L'eventuale "tempo scaduto" però non salverebbe Mills dal risarcimento fissato in 250 mila euro alla presidenza del Consiglio dei ministri che è parte civile, sia contro l'avvocato britannico sia contro lo stesso Berlusconi. Infine va ricordato che lunedì prossimo riprenderà anche il processo per i diritti tv di Mediaset dove il premier risponde di frode fiscale. Nell'ultima udienza, il presidente del collegio, costretto a rinviare appunto al primo marzo il processo a causa dell'impegno istituzionale di Berlusconi in Israele, aveva indicato alle parti la concreta possibilità di stralciare la posizione del capo del Governo. In modo da procedere separatamente, da un lato a carico di Berlusconi, dall'altro, a carico del resto degli imputati, 11 persone, tra le quali il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri. La difesa del premier si era detta contraria all'ipotesi stralcio che però ha anche una spiegazione tecnica. Il giudice Edoardo D'Avossa, da tempo trasferito a La Spezia come presidente del tribunale, è applicato a Milano solo per il processo Mediaset. E l'applicazione per norma non può essere eterna.

Frk

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