Mercoledì 17 Marzo 2010

Regionali/Berlusconi incita la piazza: Difendere libertà mutilata

Roma, 17 mar. (Apcom) - Combattere il nemico numero uno: l'astensione. E' un'overdose di messaggi quella che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, manda in questi giorni mentre le elezioni regionali sono ormai alle porte. Ieri, una lettera ai Circoli 'guidati' da Mario Valducci, un nuovo videomessaggio ai 'Promotori della libertà' di Michela Vittoria Brambilla, e un'intervista a 'Studio Aperto'. Il Cavaliere ci sta mettendo la faccia per 'cancellare' i punti persi nel caos liste e far pesare a suo favore anche l'inchiesta di Trani in cui è indagato per concussione e minacce. Mentre gli ispettori del ministero della Giustizia 'calavano' nella cittadina pugliese, Berlusconi puntava il dito e parla di "un un grave segno di libertà mutilata e offesa". Insomma "i magistrati spendono il denaro dei contribuenti per fare costose intercettazioni a tappeto per cercare delle ipotesi di reato" contro di lui e tutto questo "in violazione della competenza territoriale e dell'intero codice". Insomma, è soltanto giustizia a "orologeria" fatta apposta per "impedire al presidente del Consiglio di lavorare". Berlusconi punta molto sulla manifestazione di sabato prossimo a San Giovanni che ormai è dichiaratamente una piazza chiamata a difendere il diritto di voto ma anche a "reclamare la nostra libertà di parlare al telefono e non essere spiati". L'impatto delle inchieste di Trani sulla campagna elettorale mette in allarme il Pd. Sul merito delle indagini Pier Luigi Bersani evita ogni commento, ma il segretario democratico teme che Berlusconi possa riuscire a sfruttare a suo vantaggio la vicenda, assumendo il ruolo della "vittima". Bersani lo dice esplicitamente quando parla con i suoi, come accaduto ieri durante l'incontro con i segretari regionali: "Non dobbiamo farci trascinare in questa trappola, è evidente che Berlusconi vuole usare l'inchiesta di Trani per fare la vittima e portarci all'ennesimo referendum su di lui". Concetto ripetuto in serata da Enrico Letta al Tg1: "Noi non seguiremo Berlusconi, non cascheremo nella trappola".

Bac/Tom

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