Sabato 20 Marzo 2010

Calcio/ Times incorona il Capello decisionista: Qui è il numero 1

Roma, 20 mar. (Apcom) - Prodigi degli scandali d'oltremanica. La fascia di capitano della nazionale inglese tolta a John Terry ha generato due leader: Rio Ferdinand, al quale sono finiti i gradi strappati al difensore del Chelsea, e Fabio Capello. Già, perché il processo sommario consumato "in dodici minuti netti" nel faccia a faccia tra il commissario tecnico e Terry sembra essere piaciuto soprattutto al Times. Tanto da indurre l'autorevole quotidiano londinese ad eleggere Capello l'uomo di sport più influente nel panorama britannico: perché il friulano, da allenatore campione d'Italia con Milan e Roma e trionfatore nella Liga spagnola con il Real Madrid, si è confermato "un uomo che ha potere e non ha timore di esercitarlo". Il Times piazza Capello in testa alla hit parade dei potenti dello sport davanti al presidente della Fifa, lo svizzero Sepp Blatter, e a Lord Sebastian Coe, numero uno delle Olimpiadi di Londra 2012. L'attaccante del Manchester United Rooney è quinto davanti a dirigenti facoltosi e influenti come lo sceicco Mansour e Bernie Ecclestone, patron della Formula 1. Il Times promuove il decisionismo di Capello, una filosofia che lo stesso quotidiano legge come una lezione al calcio e alla stampa britannica: "Perché trasformare una crisi in un dramma?". Capello, che al Times ha rilasciato un'intervista, a tre mesi dai Mondiali di Sudafrica ha dato una sua interpretazione della maledizione che dal 1966 impedisce all'Inghiltera di vincere la Coppa del Mondo. "Alcuni giocatori vanno bene con i loro club ma qui a Wembley non sono così bravi", ha detto Capello, "la maglia della nazionale è pesante. All'intervallo ho detti ai giocatori 'dovete giocare per me esattamente come giocate nel vostro club. Basta passaggi corti, saltate l'uomo, provate a fare qualcosa'. Si tratta di fiducia, è questo il problema". Il Ct inglese, che ha inoltre sottolineato l'importanza dello spirito di gruppo ("a tavola bisogna aspettare che gli altri finiscano di mangiare"), in vista dei Mondiali ha definito il Brasile più forte della Spagna ribadendo la sua filosofia: "Vincere, è tutto qui. Spero che i migliori siano in forma, ho fiducia nei miei giocatori", ha concluso, "possiamo affrontare Spagna e Brasile senza problemi".

Grd-Caw

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