Giovedì 06 Maggio 2010

Napolitano: Celebrare l'Unità d'Italia "non è tempo perso"

Genova, 6 mag. (Apcom) - Dopo giorni di polemiche, anche all'interno della stessa maggioranza, sul 150° anniversario dell'Unità d'Italia ci pensa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a sgombrare il campo da malintesi, equivoci e dubbi. Da Genova il capo dello Stato dà risposte nette ai vecchi e nuovi scettici, mettendo al bando le più disparate accuse. Prima di tutto quella, sostenuta da diversi rappresentanti della Lega Nord, che vede in queste iniziative solo un esercizio di retorica. Per non parlare dello 'spreco' di denaro e di tempo. E, infine, della necessità di guardare più al presente e al futuro che al passato. Napolitano rivendica la sobrietà delle manifestazioni ma anche la loro fondatezza perchè rinvigorire l'unità e giungere a una "più matura consapevolezza storica comune" rappresenta un punto di partenza indispensabile per affrontare le sfide dell'oggi. Inoltre, "c'è spazio per tutti i punti di vista e per tutti i contributi". Insieme al presidente sulla nave Garibaldi, attraccata alla stazione marittima di Genova, ci sono anche i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, che sull'argomento si tengono lontani dai commenti, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il presidente della Cei Angelo Bagnasco che proprio ieri si è espresso duramente contro i detrattori dell'unità d'Italia. Mancano, del tutto, gli esponenti del Carroccio. Napolitano ricorda come è nata l'impresa dei Mille, mette in evidenza la capacità di far confluire in un unico obiettivo "diverse visioni, strategie e tattiche" e chiude il suo intervento chiedendo proprio alla politica di abbandondare pregiudizi e polemiche pretestuose. Le celebrazioni per l'unità d'Italia non sono una clava da agitare a piacimento contro una parte o l'altra. Queste iniziative, spiega, "non possono essere rivolte in polemica con nessuna parte politica nè formare oggetto di polemica pregiudiziale da parte di nessuna parte politica". Serve oggi "più che mai" "un forte spirito unitario". E ancora. "Retorica - rivendica Napolitano - è una rappresentazione acritica del processo unitario che ne lascia in ombra contraddizioni e insufficienze per esaltarne solo la dimensione ideale e le prove di sacrificio ed eroismo". "Ma non è retorica - insiste - il reagire a tesi storicamente infondate, come quelle tendenti ad avvalorare ipotesi di unificazione solo parziale dell'Italia abbandonando il Sud al suo destino, che mai furono abbracciate da alcuna delle forze motrici e delle personalità rappresentative del movimento per l'unità". Poi il presidente difende Garibaldi "incomprensibilmente oggetto di grossolane denigrazioni da parte di nuovi detrattori". Insomma, ricordare oggi l'unità d'Italia non è "tempo perso e denaro sprecato ma fa tutt'uno con l'impegno a lavorare per la soluzione dei problemi oggi aperti dinanzi a noi". Gli accenti sulla questione restano diversi nel mondo politico. Il ministro Sandro Bondi, che a Quarto accompagna Napolitano nella cerimonia allo scoglio che commemora la partenza dei Mille, respinge le "critiche ingiuste e pretestuose" rivolte "ad un lavoro svolto senza enfasi, senza retorica, ma con la ferma coscienza che la memoria del nostro passato non può essere dispersa ma va anzi vivificata". Ribatte direttamente al presidente della Camera, poi, il ministro La Russa sostenendo che "non è vero che il Pdl non stia facendo niente, è Fini che non è informato" e sulle celebrazioni dell'Unità d'Italia ha assunto una posizione "sbagliata e strumentale". Calderoli? "Oggi - risponde La Russa ai giornalisti al termine dell'iniziativa sulla Garibaldi - non c'era, ma non c'erano la maggior parte dei ministri. Non capisco questa caccia alla presenza quando, peraltro, per la festa delle forze armate il 4 novembre non si è mai visto nessun esponente della sinistra, a parte Parisi, ma non se n'è mai fatta una questione".

Vep/

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