Martedì 01 Giugno 2010

Fini richiama a patti su intercettazioni. Berlusconi convoca Pdl

Roma, 1 giu. (Apcom) - L'accordo resta in piedi, forse, ma di certo si scorgono alcune crepe. Il testo delle intercettazioni continua infatti il suo iter accidentato e, dopo essere approdato nell'Aula del Senato, torna rapidamente in commissione. Un passo falso suggellato da un duro botta e risposta tra Gianfranco Fini e Renato Schifani, culminato in una polemica sul ruolo (politico/ terzo) dei Presidenti dei due rami del Parlamento. Gianfranco Fini di certo non le manda a dire, contestando alcuni punti del provvedimento. Che, in effetti, era stato concordato in diverse riunioni, presenti anche Angelino Alfano, Nicolò Ghedini e Giulia Bongiorno. Ma qualcosa, poi, non è andato come doveva, visto che il Presidente della Camera esprime perplessità e paventa anche la possibilità di interventi migliorativi alla Camera. Un'ipotesi, quest'ultima, che intaccherebbe qual tacito accordo, suggellato da Silvio Berlusconi in persona con una delegazione di finiani, che escludeva una quarta lettura del ddl, con un ritorno del testo a Palazzo Madama dopo il vaglio di Montecitorio. "Cercate un'intesa purché il testo venga varato entro l'estate" aveva detto il premier. Sul perché il Pdl si interroga. Alcuni esponenti della maggioranza vicini a Fini riferiscono che l'affondo dell'ex leader di An sarebbe stato determinato da una 'violazione', sia pure parziale e rimediabile in commissione al Senato, del patto sottoscritto alcuni giorni fa. "Hanno promesso dei cambiamenti, poi hanno dimenticato qualcosa...", ironizza un parlamentare finiano. E Fini, dal canto suo, avrebbe commentato in privato: Non possono mostrare un testo e poi cambiarlo. Non la vedono così i 'berlusconiani' che contestano a Fini, come fa Gaetano Quagliariello, di essere in "conflitto di interessi" visto che è presidente della Camera e allo stesso tempo leader della minoranza interna al partito. Sia come sia, Berlusconi non resta a guardare. Il premier, infatti, ha deciso di convocare lo stato maggiore del Pdl per il primo pomeriggio del due giugno. Prenderanno parte all'incontro, che si svolgerà come di consueto a Palazzo Grazioli, i capigruppo del Pdl e i coordinatori. Ma la riunione potrebbe essere allargata ad altri esponenti del governo. All'ordine del giorno lo stato di salute del Pdl, con la scelta della data di convocazione dell'ufficio di Presidenza, il caso Sicilia e l'attività parlamantare. Intercettazioni comprese, ovviamente.

Tom/Bac

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