Martedì 01 Giugno 2010

F1/ Webber: Parlerò con Vettel, Istanbul non si deve ripetere

Roma, 1 giu. (Apcom) - Mark Webber e Sebastian Vettel si siederanno allo stesso tavolo e parleranno a quattr'occhi di quanto accaduto domenica scorsa al Gran Premio di Turchia, quando l'australiano, al comando della gara dall'inizio, è stato toccato dal compagno di squadra tedesco, autore di un rischioso tentativo di sorpasso, costato la vittoria e la doppietta al team Red Bull. "Ne parleremo per cercare di evitare che in futuro si possano ripetere episodi così stupidi e costosi", scrive oggi Webber nella sua colonna sul Daily Telegraph. "Probabilmente finché saremo vivi avremo un'opinione diversa su quanto accaduto, ma siamo adulti e vaccinati e dobbiamo capire che la priorità è trovare un modo per continuare a correre l'uno contro l'altro senza compromettere il risultato della squadra". A Istanbul, settimo appuntamento del Mondiale di Formula 1, a beneficiare del "suicidio" della coppia Red Bull è stata la McLaren-Mercedes, che con gli inglesi Lewis Hamilton e Jenson Button ha portato a casa la doppietta. "Se l'incidente si fosse verificato in una lotta per la diciottesima posizione, a nessuno sarebbe importato niente", scrive ancora Webber. "Ma in quel caso eravamo al comando e a nessuno importa di sapere altro". A due giorni dall'incidente, però, anche se a caldo la colpa del contatto poteva essere esclusivamente addebitata a Vettel, molti in Red Bull - scrive l'autorevole Autosport - pensano che anche Webber abbia una grossa parte di responsabilità. Il team ha infatti rivelato dopo la gara che Vettel sapeva di poter attaccare Webber in quel giro perché dal box era stato consigliato all'australiano di non tenere un ritmo altissimo, per non rischiare di rimanere senza benzina. "Potevo vederlo dietro di me, aveva un certo vantaggio in termine di velocità di punta", dice ancora Webber. "Prima della curva 12 lui ha preso l'interno, ma io ho cercato di rimanere stretto per lasciarlo sulla parte sporca della pista nella zona di frenata. Io ho tenuto la mia linea e lui mi è venuto addosso. E' stato un piccolissimo contatto, ma a 300 all'ora basta poco per farti piangere".

CAW

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