Sabato 05 Giugno 2010

Manovra/ Toghe scioperano il 1 luglio, Alfano insiste:E' politico

Roma, 5 giu. (Apcom) - Alla fine la decisione è unanime: il 1 luglio i magistrati, tutti insieme, sciopereranno contro la manovra economica del governo. Una linea dura decisa contro misure che giudicano "inique e punitive" nei loro confronti, soprattutto dei giudici più giovani, che rischiano di vedersi tagliati gli stipendi "fino al 30%". Nel pacchetto delle proteste decise dal 'parlamentino' dell'Anm ci sono anche uno o più giorni di 'sciopero bianco' (tra il 21 e il 25 giugno), con astensione dalle "attività di supplenza" che i magistrati normalmente svolgono per carenze di personale amministrativo, come capita quando si va avanti con le udienze nonostante l'assenza di cancellieri; assieme ad assemblee per spiegare "la crisi del sistema giustizia", tra l'8 e il 18 giugno. Immediata la reazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Il procuratore aggiunto di Roma Nello Rossi non gli aveva risparmiato una stoccata: "Se l'Anm non avesse posto il problema dei giovani magistrati, il ministro Alfano non se ne sarebbe neppure accorto...". Ma da Palermo il Guardasigilli è tornato ad assicurare: "Mi batterò per le giovani toghe perché credo che sia stato chiesto loro un sacrificio di gran lunga più elevato rispetto a quello dei colleghi più anziani". Quindi, Alfano ha rilanciato l'accusa al sindacato delle toghe: è uno sciopero "politico", si inserisce nel clima di "campagna elettorale per il rinnovo del Csm". Accusa che per il leader del Pd Pier Luigi Bersani "è fuori luogo". Di sciopero "sacrosanto" parla Italia dei valori. Mentre dall'opposizione a prendere le distanze dalla scelta dell'Anm resta l'Udc: "Abbiamo sempre difeso l'autonomia e lo straordinario lavoro svolto dai magistrati", dice il segretario Lorenzo Cesa, convinto però che lo sciopero sia "una presa di posizione incomprensibile che rischia di far passare le toghe per quello che non sono, ossia una categoria privilegiata". Una posizione "difficile", lo ammette il segretario dell'Anm Cascini, perchè "la propaganda ci dipinge come nababbi" che "difendono i privilegi di una casta". Ma non è così: "Siamo consapevoli - dice Palamara - della crisi e dei sacrifici necessari, non intendiamo sottrarci. Ma denunciamo gli aspetti iniqui e irragionevoli della manovra: penalizza in modo ingiusto soprattutto i più giovani, facendo pagare di più a chi guadagna di meno e di meno a chi guadagna di più. E' inaccettabile". (segue)

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