Lunedì 07 Giugno 2010

Rai/ Ancora buio sui palinsesti, oggi parla Santoro

Roma, 7 giu. (Apcom) - E' il giorno della verità per Michele Santoro: se ha tenuto in serbo qualcosa dopo le durissime polemiche delle scorse settimane sul suo ipotizzato addio alla Rai, avrà modo di comunicarlo con la conferenza stampa di fine stagione televisiva convocata a viale Mazzini. Nei palinsesti autunnali, la cui bozza più o meno segreta, ancora nelle mani del direttore generale Mauro Masi, dovrebbe approdare nel Consiglio di amministrazione di domani, Annozero a quanto pare non figura, ma la vicenda non è certo conclusa. Per Masi sarà ancora una giornata calda: dopo aver incontrato venerdì scorso i sindacati Rai dei giornalisti (Usigrai) e dei dirigenti (Adrai), il dg ha in programma la presentazione del piano industriale (che prevede fra le altre cose incentivi all'esodo per centinaia di dipendenti) ai sindacati delle altre categorie interessate. E l'Usigrai ha convocato a Saxa Rubra l'assemblea dei giornalisti sul tema. Ma a tenere banco, anche nel convegno sulla qualità Rai cui Masi parteciperà assieme al presidente della tv pubblica Paolo Garimberti e al viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, sarà probabilmente ancora il caso Saviano, la cui trasmissione autunnale su Raitre è ancora in bilico, dopo le voci sulle pressioni del vertice per un suo ridimensionamento. E mentre si attende l'intervento del Governo con un emendamento sugli stipendi Rai nella manovra economica, Pier Ferdinando Casini si accoda a chi chiede pubblicità sui compensi della tv pubblica: "E' giusto e trasparente - dice - rendere pubblici gli stipendi della Rai, anche a tutela di Santoro, Travaglio e degli altri conduttori". Il leader dell'Udc lamenta anche il fatto che "l'opposizione viene messa sempre ai margini sulla scelta dei dirigenti Rai". Oggi l'Associazione Articolo 21 sarà in piazza Navona a Roma alla manifestazione contro i tagli alla cultura e alla ricerca, e raccoglierà firme sotto un appello a difesa di Santoro, Saviano e Serena Dandini. In pratica, contro Masi e contro "i partiti" che occupano la Rai.

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