Sabato 26 Giugno 2010

Brancher/ Lui si difende, ma il Pm Fusco si sente preso in giro

Roma, 26 giu. (Apcom) - La bufera scoppiata per la richiesta di avvalersi dei benefici dati dalla legge sul legittimo impedimento, avanzata al tribunale di Milano da parte del neoministro Aldo Brancher, sotto accusa nell'inchiesta su Antonveneta, non si placa. E dopo lo stop del Quirinale secondo il quale "non ha un ministero da organizzare" il ministro oggi cerca di difendersi dalle accuse dell'opposizione, che invece continua a chiederne le immediate dimissioni. Una questione che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, definisce da Toronto, dove è in corso il G8, "piccola", ma che turba comunque il pm di Milano Eugenio Fusco, titolare dell'inchiesta Antonveneta. Il magistrato, infatti, ha detto chiaro e tondo che si sente "preso in giro" perchè "dalla certificazione del segretario generale della presidenza del Consiglio dei Ministri non emerge quali deleghe abbia il ministro Brancher, insomma non si sa che ministro è" e dunque non avrebbe ragione di chiedere il legittimo impedimento. Il giudice Annamaria Gatto deciderà nel merito entro il 5 luglio, la data della prossima udienza. Brancher, dal canto suo, teme che ci sia "qualcuno che sta manovrando il Quirinale" contro di lui e fa sapere di stare "preparando una lettera di precisazioni da mandare al Colle" perché "quando dico che devo organizzare il ministero non intendo solo l'organizzazione materiale, ma anche tutto il lavoro che devo fare". Le argomentazioni del neoministro non convincono però Pd e Idv, che tornano a chiedere le dimissioni di Brancher, leggendo in questa vicenda un segnale di debolezza da parte del governo e del Premier. I Capigruppo dei Democratici di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, chiamano a raccolta le opposizioni: "i gruppi parlamentari del Pd - scrivono in una nota - sono pronti, già dalla prossima settimana, ad un confronto tra i gruppi di opposizione per concordare le iniziative parlamentari relative alla vicenda del ministro Brancher. Il nostro impegno è quello di ricercare la massima unità possibile di tutte le opposizioni". Di Pietro, invece, si rifugia nell'ironia e sottolinea che "la nota del Quirinale è valsa a risollevare il morale dopo l'uscita dell'Italia dai Mondiali. Adesso Brancher ha un solo obbligo: dimettersi e farsi processare. Per questo, l'Italia dei Valori ha già pronta una mozione di sfiducia nei suoi confronti e ha chiesto un incontro urgente, a partire dall'inizio della prossima settimana, per concordare un unico testo insieme a tutto il Parlamento". Ma la vicenda del ministro accende anche la polemica dentro il Pdl. Per il finiano Italo Bocchino, infatti, la vicenda Brancher "rischia di affossare una buona legge che serviva a tutelare Berlusconi da un evidente accanimento". Per questo Bocchino, che si augura che il Presidente del Consiglio inviti il neo-ministro ad "andare immediatamente dinanzi al giudice rinunciando al legittimo impedimento".

Gic

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