Giovedì 05 Agosto 2010

Calcio/ Sacchi: L'Italia ai giovani, pazienza e collaborazione

Roma, 5 ago. (Apcom) - Arrigo Sacchi ha accettato l'incarico di coordinatore delle nazionali giovanili in Figc "per fare in modo che il calcio italiano torni a ricoprire un ruolo da protagonista", ma con la precisa intenzione di cambiare un certo tipo di costume, visto che "da noi non si è mai creduto nei giovani". L'ex ct della nazionale maggiore, artefice della rivoluzione che ha portato il Milan a dominare l'Italia, l'Europa e il mondo tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta attraverso un gioco spettacolare e votato all'attacco, è tornato oggi a varcare la soglia della federazione nel suo nuovo ruolo. "Non si potrà costruire nulla se non ci saranno pazienza e collaborazione da parte di tutti, dobbiamo essere una squadra e per diventarlo ognuno deve dare il suo contributo", ha detto Sacchi. "In Italia prima di ogni altra cosa quello che conta è il risultato, e questo non ci aiuta a crescere. Molti allenatori durante la settimana lavorano esclusivamente pensando alla squadra da incontrare e a come batterla, cosa che danneggia la crescita tecnica. Il nostro è un paese che in tutti i settori non ha mai creduto nei giovani, non c'è la cultura: bisogna cercare di migliorarla, la Figc sta dando l'esempio". Ma, soprattutto, ha sottolineato Sacchi, "non si può costruire nulla senza la pazienza e l'aiuto dei club", e quindi sarà bene attivare da subito "uno scambio sinergico", mentre la federazione "dovrà avere una presenza attiva, senza ingerenze". Poi l'ex ct azzurro ha ribadito le sue ormai più note convinzioni tecniche e filosofiche: "I talenti nel calcio sono fondamentali, ma che siano disponibili e che abbiano passione per quello che fanno. Nel calcio moderno - ha detto Sacchi - non c'è spazio per la teoria che un giocatore da solo può vincere una partita, gli esempi si sprecano, non ultimi i campionati del mondo in Sudafrica. Lavorerò affinchè ogni squadra abbia un suo stile, i tecnici devono saper insegnare ai ragazzi a essere protagonisti, è l`unico modo per crescere".

CAW

© riproduzione riservata