Giovedì 05 Agosto 2010

Governo/ Berlusconi vede elezioni. Bossi: Lega pronta, se serve

Roma, 5 ago. (Apcom) - 'Votare, votare, votare'. Lo scrive oggi Libero in prima pagina, ne è sempre più convinto Silvio Berlusconi, certo che dopo lo strappo di Futuro e libertà, astenuta sulla mozione di sfiducia a Caliendo con parte dell'opposizione, sia quella delle urne l'unica strada da percorrere. E da intraprendere quanto prima. Un percorso sul quale il Cavaliere avrebbe l'appoggio convinto di Umberto Bossi (che prima oppone un 'vedremo' alla conferma dell'alleanza elettorale Pdl-Carrocio ma poi fa fare una smentita all'ufficio stampa). Ma non gli ex compagni di partito - che precisano di essere ancora in maggioranza -, ovvero Futuro e libertà. Anche su questo regge l'asse nato ieri nel voto alla Camera tra Fini, Casini e Rutelli. Il Governo di transizione resta la prima scelta anche per il Pd, per cambiare la legge elettorale, ma se il sentiero fosse troppo stretto non resterebbe altro che il voto. Nel Pdl, tra forzisti ed ex An rimasti con Berlusconi, il refrain del voto anticipato suona ormai di continuo: "Vogliamo continuare a lavorare - dice Ignazio La Russa -, ma se non sarà possibile andremo al voto". Ed è Futuro e libertà che il ministro e coordinatore del partito pensa di stanare: perché "se sono sinceri cioè leali al mandato elettorale come dicono, il problema non esiste. Se sono dei bugiardi andremo alle urne". Dunque, se capitasse un nuovo "incidente" in Parlamento, dice Franco Frattini, occorrerebbe "seriamente riflettere su quando andare a votare, non su se". Insomma la linea data dal Premier nelle riunioni di questi giorni è chiara, e il suo portavoce Paolo Bonaiuti la conferma: "Nel momento in cui è avvenuto il distacco da parte di una componente della maggioranza, il Premier ha avvertito tutti, 'state pronti' per possibili elezioni". Bossi sarà con Berlusconi, "il voto non ci spaventa" e un esecutivo di transizione creerebbe "caos nel Paese", è un'ipotesi che non regge nemmeno se legata ad un nome di peso come quello di Tremonti che, "mica scemo - dice il senatur - "non accetterebbe". Certo da ora si naviga a vista, il distacco di Fini dal Pdl mette il partito in difficoltà: Fli si dice leale al Governo, si considera ancora maggioranza ma si terrà le mani libere per ciò che ne è fuori, battendo comunque sulla legalità già da settembre: con un "rigorissimo Ddl anti corruzione", dice Fabio Granata, vice presidente dell'Antimafia, e un "no" convinto alle leggi ad personam. Su questa linea reggerà l'asse con Rutelli e Casini, per il quale il voto anticipato sarebbe "una fuga dalle responsabilità". Perché questa, dice Bruno Tabacci - portavoce di Api - è un'iniziativa "che rivoluziona la legislatura". E il Pd? Il Governo di transizione resta, per i democratici, la via più sensata da percorrere ("auspicabilmente unanime, formato da poche persone di qualità" dice Massimo D'Alema, con ai primi punti "misure di sostegno all'economia, questione morale, una nuova legge elettorale"). Ma nel partito c'è chi crede ormai inevitabile il voto anticipato, come l'Idv di Antonio Di Pietro, contraria a soluzioni "pasticciate". "Nessuno ne ha paura - chiarisce D'Alema -. Ma il problema è che abbiamo una legge elettorale che è profondamente sbagliata ed è persino rischiosa per la situazione politica in cui si trova il paese".

Mdr

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