Mercoledì 29 Settembre 2010

Marocchina stuprata-segregata da marito padrone perché 'ribelle'

Roma, 29 set. (Apcom) - Costretta dalla famiglia, a poco più di 20 anni, a sposare un uomo conosciuto solo tre giorni prima del matrimonio, ha dovuto subire le angherie della madre e della sorella del marito, il quale non ha esitato a picchiarla, violentarla e segregarla in casa. Samia (il nome è di fantasia, a tutela della vittima), una giovane di origine marocchina, è riuscita però a fuggire dalla prigionia di quell`appartamento nell`Alto Vicentino e a chiedere aiuto ai carabinieri. Ora il marito è stato indagato per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni. La disavventura della donna - raccontata dal Corriere del Veneto - ha inizio poco più di un anno fa in Marocco, quando i genitori decidono di sistemare la seconda di sei figlie femmine. Samia accetta il volere della famiglia, che l`ha promessa in sposa a un uomo di dieci anni più grande di lei e che le viene presentato solo tre giorni prima delle nozze. Dopo il matrimonio la donna lo segue in Italia, nella casa in provincia di Vicenza dove lui già viveva con la madre e la sorella. La convivenza con la famiglia del marito si fa però subito difficile. La giovane si confida con l'uomo e per resistere alle difficoltà decide di imparare l'italiano. Ma lui vede la cosa come una ribellione. Cominciano così le botte e i maltrattamenti, intesi dal marito come strumento per rimettere in riga Samia e insegnarle ad essere più remissiva. Per nove mesi lei accetta in silenzio, impara l`italiano di nascosto prendendo appunti dalla televisione. Fino all'ultimo pestaggio a giugno, quando il marito la picchia, la costringe con la forza ad avere un rapporto sessuale e infine la segrega in casa per alcuni giorni. Per Samia è troppo: riesce a fuggire, denuncia tutto ai carabinieri e ricomincia una vita con l`aiuto di un'associazione.

Red/Cro

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