Martedì 08 Febbraio 2011

Sul 'Processo breve' il Pdl accelera e le opposizioni fanno muro

Roma, 8 feb. (TMNews) - Il processo breve era rimasto fuori dalla lista dei 'cinque punti' programmatici sui quali Silvio Berlusconi aveva chiesto la fiducia a settembre. Ma oggi, superate diverse votazioni parlamentari che hanno dimostrato l'esistenza di una maggioranza, sebbene non ampia, anche dopo la rottura con Futuro e Libertà, il Pdl rimette in campo la proposta. In una lettera inviata a Giulia Bongiorno, la presidente (finiana) della commissione Giustizia della Camera, il capogruppo azzurro in commissione, Enrico Costa, chiede di calendarizzare nuovamente l'esame del provvedimento. Dure le reazioni delle opposizioni, che annunciano battaglia contro il tentativo di una nuova accelerazione sul tema. In occasione della prima lettura parlamentare al Senato, aspre contestazioni erano venute non solo da Pd, Idv e Udc, ma dalla magistratura e dal mondo giuridico. La norma transitoria che consentirebbe di applicare la legge anche ai procedimenti in corso, infatti, metterebbe a rischio fino al 50% dei processi in alcuni distretti, secondo l'Anm; dal 10 al 40% secondo i dati del Csm. Dati sempre contestati dal ministro Angelino Alfano, che ha sempre sostenuto che non più dell'1 per cento verrebbe dichiarato decaduto con la nuova legge. Martedì alle 15 l'ufficio di Presidenza della Commissione deciderà sulla richiesta di ripartire, venuta dal Pdl.Il Pd intende "contrastare in ogni modo la proposta di 'processo breve' del Pdl con ogni mezzo", nella convinzione che si tratti di una legge che "serve solo a soddisfare smanie vendicative del Premier", commentano con una nota congiunta Donatella Ferranti, capogruppo democratica in commissione e Andrea Orlando, responsabile Giustizia del partito, secondo i quali quella avanzata dal Pdl "è una richiesta irresponsabile. Quel provvedimento non serve ai cittadini e metterà in ginocchio il sistema giustizia". "Ora che si stringe il cerchio giudiziario intorno a Berlusconi -sottolinea dal canto suo l'eurodeputato dell'Idv Luigi de Magistris - ecco che si riattiva la micidiale pletora dei suoi avvocati personali, quelli che siedono in Parlamento e che hanno il compito di garantirgli l'impunità per mezzo dell'abuso di legge". Anche per il terzo polo quello del Pdl è un passo falso: Roberto Rao (Udc) parla di "escamotage ad personam" e avverte: "Restiamo fermamente contrari alla sua calendarizzazione, come lo saremo verso eventuali accelerazioni, peraltro già paventate, della legge sulle intercettazioni".

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