Martedì 08 Febbraio 2011

Quattro bimbi morti nel rogo campo rom: ancora emergenza a Roma

Roma, 8 feb. (TMNews) - A due anni dall'avvio del Piano nomadi da parte della giunta capitolina guidata dal sindaco Gianni Alemanno, non si è ancora chiusa l'emergenza dei campi rom abusivi a Roma. A riportare al centro dell'attenzione la drammatica situazione in cui versano gli stanziamenti 'tollerati', spesso fatti di cartone, lamiere e immondizia, è stata la tragica morte di quattro bambini. Una tragedia avvenuta in uno dei numerosissimi agglomerati di baracche presenti in tutta la città, stavolta in via Appia Nuova. Campi privi delle più basilari norme di sicurezza, dove i rifiuti sono una presenza costante, e che sarebbero dovuti scomparire a favore dei campi autorizzati, ovvero provvisti di misure di sicurezza e di condizioni di vita dignitose. Un progetto che, quantomeno, ha prodotto risultati parziali come si evince anche dalle parole del sindaco Gianni Alemanno. Questi, in mattinata, ha individuato fra le priorità di questa nuova fase d'emergenza, aperta dalla tragedia di ieri, il far scomparire tutti i campi e micro-campi abusivi ancora presenti in città. Parole che aprono degli interrogativi sul perchè questo non sia stato fatto prima. Burocrazia, difficoltà a ricollocare le persone sgombrate a causa dei ritardi nella realizzazione dei campi autorizzati e mancanza di fondi sono le cause individuate dall'amministrazione che, per 'alloggiare' i 2.200 nomadi ancora stanziati nei campi abusivi della Capitale, ha chiesto alla Protezione civile la realizzazione di vere e proprie tendopoli e al governo l'apertura delle caserme dismesse. Il tutto - insieme alla richiesta di altri 30 milioni di euro - per poter operare gli sgomberi in maniera più incisiva rispetto al passato.

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