Sabato 05 Marzo 2011

Bahrein/ Vita tranquilla nella base Usa che sorveglia il petrolio

Manama, 5 mar. (TMNews) - Scorre senza intoppi la vita nella base navale Usa di Juffair, a Manama la capitale del Bahrein. A cinque chilometri, in Piazza della Perla, decine di migliaia di manifestanti contestano ogni giorno, dal 14 febbraio, la monarchia dei Khalifa e il governo. E due settimane fa le cariche di polizia ed esercito hanno causato sette morti e decine di feriti. Ma le notizie, spesso drammatiche, sfiorano soltanto l'esistenza e il lavoro delle migliaia di militari statunitensi che, di fatto, sono distaccati dalla realtà quotidiana del Bahrein. Vi si immergono parzialmente solo nei momenti di relax, per approfittare della vita notturna offerta da questo piccolo regno nel Golfo, situato a poche miglia dal coste saudite. Una portavoce militare, Jennifer Stride, si è preoccupata soltanto di sottolineare che i disordini non hanno interessato la base ne' i due moli dove la Marina Usa ha le sue navi più grandi. Juffair è la base della V Flotta degli Stati Uniti e da decenni rappresenta una delle postazioni più importanti del dispiegamento militare americano in questa parte nel globo. "Da qui passa il 20% di tutto il petrolio prodotto nel mondo e diretto in Occidente. Noi dobbiamo garantire che i rifornimenti energetici non conoscano soste", dice un sottufficiale Usa, in condizioni di anonimato, che incontriamo in uno dei tanti caffè e fastfood disseminati intorno alla base. Un bahranita proprietario un'abitazione in questa zona può dire di essere stato baciato dalla fortuna perchè può darla in affitto ad un ufficiale americano con famiglia a prezzi stratosferici. "Ma è nostro compito anche garantire la sicurezza e gli interessi strategici degli Stati Uniti in questa parte del mondo", ci dice ancora il sottufficiale Usa, in evidente riferimento alla questione delle centrali atomiche iraniane dove, secondo Washington e Israele, la Repubblica islamica intende produrre ordigni nucleari. E il Bahrein è di fronte all'Iran, in una posizione eccellente da un punto di vista militare per lanciare o rispondere ad un attacco. D'altronde in questi anni da Juffair sono state lanciate tante missioni nella regione, in particolare dalle portaerei, che hanno svolto un ruolo centrale per l'offensiva anglo-americana in Iraq del 2003. E non è escluso che ne vengano lanciate altre in un futuro non troppo lontano se gli Usa decidessero di fermare con la forza delle armi il programma nucleare iraniano. Sono una quarantina le navi da guerra, tra le quali due portaerei (l'Enterprise e la Carl Vinson), che fanno riferimento alla base nel Bahrein dove operano circa 4.800 uomini - tra di essi ci sono militari anche di altri paesi della Nato, inclusi due ufficiali e due sottufficiali della marina italiana - oltre a 1.300 contractor. Inoltre decine di migliaia di marinai sono distribuiti nella regione, a bordo delle navi della flotta. (segue)

nti

© riproduzione riservata