Venerdì 18 Marzo 2011

Napolitano: Uniti ce la faremo. Non si perda senso responsabilità

Roma, 18 mar. (TMNews) - Un discorso di quasi trenta minuti a metà tra il passato dell'unificazione del paese, la "fase difficile" e piena di sfide che l'Italia vive oggi e il futuro ricco di incognite, anche quelle "terribili che ci riserva la natura". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha parlato davanti alle Camere riunite per i 150 anni dell'unità d'Italia richiamando tutti a coltivarla, a credere nella coesione del Paese, nel "cemento nazionale unitario" senza il quale l'Italia non reggerà alle prove. Il capo dello Stato si è mostrato fiducioso ma a una "condizione": bisogna essere uniti senza che tutto venga "eroso e dissolto da cieche partigianerie, da perdite diffuse del senso del limite e della responsabilità". "Questa è ormai la condizione della salvezza comune, del comune progresso". Un monito severo alla politica innanzitutto, a chi ha responsabilità pubbliche ed è tenuto ad esercitarle con "umiltà". Ad ascoltare il discorso il premier Silvio Berlusconi, i presidenti di Camera e Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani, maggioranza e opposizione ma pochi esponenti della Lega Nord. Solo cinque i leghisti in aula. Il presidente ha preferito andare oltre e ai giornalisti che, a fine cerimonia, gli chiedevano durante il bagno di folla - l'ennesimo della giornata - cosa ne pensasse si è limitato a dire di "non averli contati". Celebrare l'unità, ha detto Fini nel suo intervento, "è un dovere civile di tutti gli italiani" nell'ottica della coesione nazionale. Umberto Bossi, da parte sua, ha giudicato le parole del presidente "un buon discorso" e Napolitano stesso "una garanzia".

Vep

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