Venerdì 18 Marzo 2011

Libia/ Gheddafi: attaccateci, e sarà l'inferno

Roma, 18 mar. (TMNews) - Il leader libico Muammar Gheddafi ha promesso "l'inferno" a coloro che proveranno ad attaccare la Libia. Lo ha riferito la tv locale, a poche ore dall'approvazione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu che autorizza l'uso della forza contro il regime di Tripoli. Gli attacchi aerei contro le truppe di Gheddafi, autorizzati dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, avranno luogo "in tempi rapidi". A poche ore dal via libera delle Nazioni unite, è la Francia a lanciare il primo avvertimento a Tripoli. La risoluzione è stata varata con dieci voti favorevoli, zero contrari e cinque astensioni, ovvero quelle di Cina, Russia, Germania, India e Brasile. Alla notizia dell'approvazione della no fly zone, scene di giubilo hanno avuto luogo a Bengasi, dove i ribelli potrebbero essere presto attaccati dalle truppe di Gheddafi. A Misurata intanto è stata una notte di pesanti bombardamenti, e adesso le truppe di terra e i carri armati del colonnello stanno provando a fare irruzione nel centro città. L'Unione europea, nel frattempo, ha salutato con soddisfazione l'approvazione della risoluzione 1973 e si è detta pronta a "metterla in pratica", nei limiti delle sue competenze. La Nato, da parte sua, esaminerà oggi il testo della risoluzione per decidere la sua strategia. La comunità occidentale, questa mattina, continua a mobilitarsi. Numerosi i paesi che hanno annunciato già la loro partecipazione alle operazioni militari. A parte la Francia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna - il premier David Cameron spiegherà oggi al parlamento i dettagli della partecipazione britannica -, il Canada ha annunciato l'invio di sei cacciabombardieri, mentre la Norvegia ha assicurato la sua collaborazione. La Danimarca, d'altro canto, chiederà il via libera per l'invio degli F-16, mentre Varsavia ha sottolineato che garantirà appoggio logistico, senza intervenire direttamente nella missione. Il Qtar, infine, è stato il primo paese dell'area del Golfo ad annunciare ufficialmente la sua adesione. Chi ha già detto che non ci sarà è, invece, la Germania. Sulla no fly zone Berlino si è astenuta: comporta "rischi e pericoli considerevoli", ha spiegato il ministro degli Esteri Guido Westerwelle. Nonostante l'avvertimento di Tripoli - "l'Italia resti fuori" dall'intervento militare -, anche il nostro paese parteciperà alle operazioni per la no fly zone. "Non ci sottrarremo", ha confermato il ministro Ignazio La Russa. Il nostro paese potrebbe mettere a disposizione basi aeree e velivoli. Secondo quanto si è appreso, si starebbe pensando Trapani Birgi in Sicilia, e Gioia del Colle in Puglia. Nell'isola, avrà certamente un ruolo di primo piano anche la base Usa di Sigonella. Non è escluso, ma al momento appare una soluzione remota, che si possa fare ricorso anche a Pantelleria e Lampedusa. Quanto all'eventuale impiego di aerei, probabile l'utilizzo dei caccia F-16 e degli Eurofighter. Possibile anche il ricorso agli Harrier Av8. Particolarmente adatti alla missione di bombardamento delle difese aeree nemiche, riferisce una fonte, sarebbero inoltre i Tornado, che furono impiegati per compiti

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