Martedì 22 Marzo 2011

Scienza/ Made in Italy il primo sistema che prevede gli tsunami

Roma, 22 mar. (TMNews) - E' made in Italy ed è un sistema - il primo nel suo genere - in grado di prevedere la generazione di uno tsunami dopo un terremoto in mare, e quindi capace di allertare la popolazione della zona interessata nel caso di imminenti minacce in arrivo, così da permettere alle persone di mettersi in salvo. La novità arriva dalla stazione di rilevamento 'Geostar', installata a oltre 3200 metri di profondità nel Golfo di Cadice per il rilevamento preventivo dei maremoti conseguenti ai sismi dall'Istituto di scienze marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Bologna (Ismar-Cnr) - che coordina il progetto Nearest della Commissione Europea a cui partecipano, tra gli altri, l'Istituto nazionale di vulcanologia e geofisica (Ingv), l'Inaf e la Tecnomare-Eni. Il sistema prevede di mettere i sensori direttamente sulle sorgenti tettoniche a rischio per monitorarne i movimenti e riconoscere immediatamente l'eventuale generazione di uno tsunami grazie all'uso di uno strumento di nuova concezione, lo 'tsunamometro'. "Lo 'tsunamometro' si basa su un doppio controllo del segnale sismico e di pressione e tiene conto dei movimenti del fondo del mare: rileva, misura e registra i cambiamenti che avvengono sul fondo ed è in grado di elaborare i dati per riconoscere variazioni di pressione dell'ordine del centimetro nella colonna d'acqua - spiega Nevio Zitellini, direttore dell'Ismar-Cnr -. Lo studio dell'accoppiamento fra il moto del fondo del mare e la perturbazione della colonna d'acqua da esso generata è infatti una delle chiavi per comprendere l'irrisolto problema scientifico della generazione degli tsunami in seguito a forti terremoti". Per inviare l'allerta a terra in tempi brevi l'osservatorio abissale è in collegamento acustico con una boa di superficie e i segnali vengono ricevuti, oltre che dai computer di controllo di Roma, Bologna e Venezia, dall'Istituto meteorologico di Lisbona, dal Centro di Geofisica di Granada e dal Consiglio nazionale per la ricerca scientifica di Rabat.

Noe

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