Domenica 05 Giugno 2011

M.O./ Siria continua repressione, mentre Israele spara nel Golan

Roma, 5 giu. (TMNews) - Una giornata di sangue in Siria, da sud a nord, dall'esterno e dall'interno. Continua la violenta repressione del regime di Bashar al Assad contro le manifestazioni anti-governative: 38 persone sono morte nelle ultime 24 ore negli scontri avvenuti nella regione nordoccidentale di Jisr al-Sughur. Ma intanto Israele spara a sud: l'anniversario della "Naqsa", la sconfitta araba nella Guerra dei Sei Giorni, ha causato scontri e violenze lungo la linea di confine sulle alture del Golan dove almeno 14 manifestanti - per lo più palestinesi - sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane mentre cercavano di superare la linea del cessate il fuoco. E' salito ad almeno 28 il numero dei manifestanti uccisi oggi dalle forze di sicurezza siriane nella regione nordoccidentale di Jisr al-Sughur, dove continuano le operazioni dell'esercito siriano: lo hanno reso noto fonti delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani siriane. Nelle ultime 24 ore sarebbero inoltre state uccisi nella stessa regione anche sette poliziotti e tre civili, portando il totale a 38 morti da sabato a oggi. Sempre secondo le ong però oltre 450 prigionieri politici tra cui appartenenti ad organizzazioni islamiche e curde, sono stati liberati dalle autorità siriane dopo l'amnistia proclamata martedì scorso da Assad: si tratta per la maggior parte di ex membri dei Fratelli Musulmani - appartenere al gruppo è un reato punibile anche con la pena capitale - detenuti nel carcere di Saydnaya, uno dei più grandi del Paese; alcuni di loro si trovavano in prigione da oltre 25 anni. I militari israeliani hanno invece aperto il fuoco contro centinaia di palestinesi e siriani ammassati lungo la linea del cessate il fuoco che corre lungo le alture del Golan, nei pressi della località di Majdal Chams: secondo quanto reso noto dalla televisione di Stato siriana il bilancio provvisorio delle vittime è di almeno 20 morti e 325 feriti. Secondo delle testimonianze locali i manifestanti, alcune centinaia, avevano cercato di scavalcare gli ostacoli posti in prossimità di una zona minata; stando a fonti militari israeliane, riportate dal quotidiano Ha'aretz, al contrario di quanto accaduto il 15 maggio scorso in occasione dell'anniversario della nascita dello Stato ebraico non vi sarebbe stato alcuno sconfinamento e la situazione sarebbe ora "sotto controllo". Sempre nello stesso settore la polizia israeliana è inoltre intervenuta con i lacrimogeni per disperdere un secondo gruppo di manifestanti drusi che lanciavano sassi contro gli agenti. L'esercito israeliano è in stato di allerta data la 44esima ricorrenza della "Naqsa": rinforzi sono stati dispiegati sulle alture del Golan, dove si trova la linea di cessate il fuoco con la Siria, alle frontiere con la Striscia di Gaza e con il Libano e in Cisgiordania. (con fonte Afp)

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