Sabato 06 Agosto 2011

Crisi/ E. Letta: Ora serve un governo di larghe intese

Roma, 6 ago. (TMNews) - "Fare tutti questi annunci senza alcuna strategia, solo perchè qualcuno ti ha obbligato, dimostra che se non se ne va Berlusconi non ci salviamo". Il vicesegretario del Pd Enrico Letta, intervistato dalla 'Stampa', rilancia la necessità "in questo momento" di "un governo di larghe intese, un governo 'Super-Ciampi'", che "avrebbe molte più chance di fare le riforme". Letta indica le priorità: riforma del fisco, stop ai tagli lineari della spesa, intervento immediato sui costi della politica, "tagliando Province e razionalizzando le spese della pubblica amministrazione", "liberalizzazioni vere", perchè "i fatti si ottengono toccando le banche, i mercati e le professioni dove ancora ci sono pesanti incrostazioni monopoliste", un intervento "a livello nazionale e locale" di privatizzazione. "Si può fare tutto per decreto", secondo Letta, che spiega: "Basterebbe dire che i Comuni sotto i 30 mila abitanti possono avere una sola società partecipata. Anche la riforma del fisco si può fare in due settimane". Il problema, però, per Letta è che quanto è accaduto ieri, con l'intervento in conferenza stampa di Berlusconi e Tremonti, "dimostra che siamo commissariati da Francoforte, dove ha sede la Bce, e da Berlino. L'hanno fatta perchè obbligati da altri". Ma il vicesegretario del Pd ribadisce il no all'anticipo della manovra: "La vogliamo cambiare, intanto perchè è iniqua, e poi perchè non contiene misure per la crescita e le riforme che hanno chiesto le parti sociali. Ma non è un problema di tempi: molti di noi non si sono allontanati da Roma apposta, e se si riesce a cambiarla siamo disposti a discuterla in 48 ore. Altrimenti voteremo no, come abbiamo fatto con il decreto precedente".

Red/Arc

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