Martedì 09 Agosto 2011

Crisi/ Wall Street e l'Ue giù, in Italia niente intesa bipartisan

Roma, 9 ago. (TMNews) - Il discorso di Barack Obama ieri non ha frenato il crollo di Wall Street e le paure della crisi globale. Obama si è detto "fiducioso" sul fatto che i problemi finanziari degli Usa siano "risolvibili" e si è definito "furioso" in una dichiarazione rilasciata avanti alle telecamere alla Casa Bianca per il downgrading del debito Usa da parte dell'agenzia S&P. Uno schiaffo che, ha detto, "è conseguenza dei problemi politici evidenziati durante il dibattito sull'innalzamento del debito. Non avevamo bisogno dell'avvertimento di S&P, ma sarà un ulteriore incentivo affinché i politici a Washington collaborino per riportare il Paese su un percorso fiscale sostenibile". Gli Stati Uniti - ha sottolineato il presidente Usa, "sono e saranno per sempre un Paese Aaa. Per i mercati siamo sempre un Paese da tripla-A". Ma dopo il discorso del presidente Wall Street ha intensificato le perdite, con Nasdaq e lo S&P in forte ribasso; il Dow Jones ha chiuso la seduta in crollo con oltre il 5,5% in meno, sotto la soglia psicologica degli 11.000 punti. Nel pomeriggio avevano chiuso in profondo rosso anche le borse europee: Ftse Mib ha chiuso in calo del 2,43%, il Ftse All Share a -1,68% e il Ftse Star -3,75%. A Francoforte il Dax 30 ha segnato un ribasso finale del 5,02%, a Londra il Ftse 100 ha ceduto il 3,39%, mentre a Parigi il Cac 40 ha chiuso in calo del 4,68%. Mosca ha visto l'indice Rts crollare dell'8%. E in Italia? In serata è giunta la notizia di un colloquio fra Barack Obama e Silvio Berlusconi incentrato sulla crisi economica (del resto un colloquio si è svolto anche fra Obama e lo spagnolo Zapatero alla ricerca di una "azione coordinata"). Ma per ora non c'è nessuna intesa bipartisan per far fronte alla crisi. All'ansia per le reazioni dei mercati, si è aggiunta la polemica tra maggioranza e opposizione per la lettera 'segreta' che il presidente della Bce Jean Claude Trichet e il suo successore Mario Draghi hanno spedito a Palazzo Chigi tra giovedì e venerdì scorsi per suggerire le riforme da varare per risanare i conti. Pd e Idv parlano di "commissariamento" dell'esecutivo e chiedono che la missiva venga pubblicata in tutti i suoi contenuti. Pdl e Lega fanno quadrato intorno al premier, respingendo gli attacchi e incassando anche una inedita linea morbida da parte del Fli. Il premier si appresta a tornare a Roma dalla Sardegna prima di giovedì, quando è prevista l'informativa di Tremonti alle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio di Camera e Senato riunite a Montecitorio. Probabile anche un Consiglio dei ministri straordinario nei prossimi giorni. Giovedì intanto sarà giornata densa, con tutti i big presenti per ascoltare il ministro del Tesoro, tra chi annulla le vacanze (il Guardasigilli Nitto Palma) e chi torna in capitale per un giorno.

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