Lunedì 12 Settembre 2011

Tv/ SpongeBob fa male ai bambini, allarme dagli psicologi Usa

Roma, 12 set. (TMNews) - Uno studio americano lancia l'allarme: SpongeBob e altri cartoni animati simili, dal ritmo molto frenetico, fanno male ai bambini peggiorandone per esempio la capacità di concentrazione. I risultati della ricerca condotta dalla dottoressa Angeline Lillard della University of Virginia sono stati rilanciati dai principali quotidiani di Regno Unito e Usa, dove il cartone sulla spugna animata che vive a Bikini Bottom gode di particolare successo (basti pensare che il presidente Obama l'ha citato una volta fra le sue serie tv preferite...). Gli psicologi statunitensi hanno messo a paragone bambini di quattro anni che avevano appena guardato nove minuti di spezzoni di SpongeBob o cartoni dello stesso genere, ad altri coetanei che avevano guardato qualcos'altro dai ritmi più tranquilli, o niente del tutto: i primi sono andati significativamente peggio in una serie di test che misuravano le funzioni esecutive del cervello, fra cui l'attenzione, il lavoro di memoria e l'auto-regolamentazione, tutti parametri fortemente collegati al successo negli studi. I bambini che hanno guardato SpongeBob hanno totalizzato circa il 10 percento di punti in meno rispetto agli altri 2 gruppi. E la spiegazione più probabile, stando agli psicologi, è la sovrastimolazione. Il programma più lento cambiava infatti scena nello spazio di 34 secondi, mentre quello veloce la cambiava ogni 11 secondi con un'andatura definita dagli studiosi "innaturale". Un'altra spiegazione potrebbe essere quella della volontà del bimbo di imitare il comportamento caotico del loro personaggio tv preferito. Lillard, citata fra gli altri dai britannici Telegraph e Daily Mail, ha precisato che i suoi esperimenti dimostrano come le performance dei bambini peggiorino solo immediatamente dopo la visione dei cartoni animati, ma la scoperta va a confermare altri studi sugli effetti negativi che la televisione può avere sul lungo termine. "I nostri risultati confermano altre ricerche che mostravano un rapporto negativo fra l'intrattenimento tv e l'attenzione" ha spiegato Lillard, il cui studio è interamente pubblicato dall'ultimo numero della rivista Pediatrics, in edicola da oggi. "Vista la popolarità di alcuni cartoni animati dai ritmi nevrotici fra i bambini piccoli - ha aggiunto la ricercatrice - è importante che i genitori siano avvertiti sulla possibilità di un livello più basso di alcune funzioni esecutive dei bambini, almeno subito dopo che hanno visto questi cartoni".

Spr

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