Domenica 18 Settembre 2011

Berlusconi/ Scade tempo per sentire premier, pm studiano da farsi

Napoli, 18 set. (TMNews) - Scaduta questa sera l'ultima data utile indicata dalla Procura di Napoli per l'audizione del premier Silvio Berlusconi nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta estorsione orchestrata ai suoi danni, secondo le accuse, da Giampaolo Tarantini e Valter Lavitola, i pm napoletani saranno da domani impegnati per valutare il da farsi. E non si nega, da fonti giudiziarie, che esista ancora la possibilità di trovare un'intesa con i legali del premier. I pm napoletani avevano proposto quattro date per l'interrogatorio: da giovedì ad oggi. Ma non si è trovata un'intesa perché il premier, tramite i suoi legali, ha posto come condizione di essere ascoltato alla presenza dei suoi avvocati di fiducia, in veste di indagato in procedimento connesso (in relazione all'inchiesta sul caso Ruby) e non di persona informata sui fatti (che è la formula usata dalla Procura di Napoli). Berlusconi ha espresso il dubbio che la convocazione dei pm napoletani possa rivelarsi "un trappolone politico-mediatico-giudiziario". Al procuratore Lepore e ai suoi sostituti ha inviato nei giorni scorsi una memoria scritta in cui forniva la propria versione dei fatti, ribadiva che i soldi a Tarantini erano l'aiuto a una famiglia in difficoltà e spiegava le modalità e i luoghi delle dazioni di denaro, sottolineando che gli incontri avvennero a Roma e in un solo caso ad Arcore. La questione della competenza territoriale dell'inchiesta è un altro punto al centro del braccio di ferro tra Procura e difesa. I difensori degli indagati e i legali del premier ritengono che il fascicolo debba passare ai pm di Roma. Intanto i magistrati napoletani domani saranno al lavoro per proseguire le attività istruttorie, vagliare la possibilità di un incontro con i pm di Bari che indagano sulle escort a Palazzo Grazioli e valutare eventuali procedure per ascoltare il premier Berlusconi. Una delle alternative prevede l'accompagnamento coatto del testimone, previa autorizzazione - trattandosi in questo caso del presidente del Consiglio - della Camera dei deputati. Ma da fonti giudiziarie si apprende che c'è ancora margine per trovare una nuova data per l'interrogatorio del premier. Intanto mercoledì si terrà l'udienza al Tribunale del Riesame chiamato a pronunciarsi sulle misure cautelari nei confronti di Giampaolo Tarantini (in carcere dal primo settembre) e Valter Lavitola (latitante all'estero).

Xjn/Rcc

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