Giovedì 29 Settembre 2011

Radicali / Al via 'processo' al gruppo Pd, possibile espulsione

Roma, 29 set. (TMNews) - Ieri lo choc, la sorpresa, la disperazione degli alleati del Pd, inviperiti di fronte all'ultima trovata dei loro 'compagni' di lista, i Radicali. Decisione 'last minute' dei parlamentari del partito di Marco Pannella che non hanno partecipato al nel voto sulla mozione di sfiducia al ministro Saverio Romano, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Perchè? Una forma di protesta per chiedere l'amnistia, bocciata in quattro e quattr'otto, anche dal Pd, solo il giorni prima in Senato. Da stamani il vertice del gruppo Pd è riunito alla Camera per ascoltare i sei parlamentari Radicali, 'imputati' per essersi astenuti su una mozione presentata dall'opposizione. La presidente del partito Rosy Bindi, ospite ad 'Agorà', è tornata ha invocare "sanzioni severe" contro i deputati radicali che hanno utilizzato un voto politico come quello su Romano per "fare solo propaganda". Quattro le possibilità previste dal regolamento del gruppo Pd per sanzionare il comportamento di singoli parlamentari: richiamo orale, richiamo scritto, sospensione o espulsione. Dopo la seduta d'aula oggi, il Pd convocherà il direttivo del gruppo parlamentare per decidere la sorte dei sei. Ieri sera c'è stata già una prima valutazione dei fatti con il segretario del Pd Pierluigi Bersani, mentre alla sede di Torre Argentina si sono riuniti i Radicali con Pannella ed Emma Bonino. Da parte sua, pure Pannella non si è risparmiato sui toni. Già da ieri, prima attacca il Fatto Quotidiano ("Stiamo facendo una protesta nonviolenta per la civiltà e il diritto, ma a voi non ve ne frega nulla, come del resto agli altri giornali di regime") e poi allo stesso giornale dice che il Pd lavora "per espellerci come ai tempi del Pcus. Ma che bella situazione. L'unica cosa che posso dire è questa: andatevene... 'affanculo'...!". (segue)

Mau/Tor

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