Martedì 01 Novembre 2011

RomaFilm/Ilaria Cucchi: Attenzione resti alta su morti in carcere

Roma, 1 nov. (TMNews) - La vicenda di Stefano Cucchi, il ragazzo romano che morì il 22 ottobre 2009 durante la custodia cautelare, 6 giorni dopo il suo arresto, approda al Festival di Roma. Domani sera alle 20.30 verrà proiettato il documentario "148 Stefano. Mostri dell'inerzia", di Maurizio Cartolano, e poi il pubblico incontrerà la sorella di Cucchi, Ilaria, che da due anni si batte perché venga fatta chiarezza sulla morte del fratello. "Dopo aver mostrato le foto di Stefano morto abbiamo capito quanto sia stato importante il ruolo dell'informazione in questa vicenda: se non avessimo fatto quel gesto, per noi doloroso, per Stefano oggi si parlerebbe ancora di morte naturale. Vogliamo che più persone possibile vedano questo documentario, perché altrimenti la sua storia, come quella di molti altri, finirà nel silenzio" ha affermato Ilaria Cucchi. Dopo la proiezione al Festival, per cui sono già esauriti tutti i biglietti, il DVD di "148 Stefano. Mostri dell'inerzia verrà venduto il 30 novembre con "Il Fatto Quotidiano". Il documentario ricostruisce i 6 giorni che vanno dell'arresto di Cucchi fino alla notizia della morte, attraverso la voce dei familiari, le interviste al loro avvocato, a giornalisti e medici, a Luigi Manconi e al senatore Umberto Marino, che hanno seguito la vicenda. Oggi nel processo sul caso Cucchi ci sono 12 imputati: tre agenti penitenziari per lesioni lievi, sei medici e tre infermieri dell'ospedale Pertini per abbandono di incapace. "Basta ricordare le foto del cadavere di mio fratello per rabbrividire di fronte all'imputazione di lesioni lievi: fino al momento in cui Stefano uscì di casa, prima di essere arrestato, stava bene, sei giorni dopo è morto" ha sottolineato la sorella, che considera il processo "irrispettoso e lontano dalla realtà", perché che secondo lei si è trasformato in "un linciaggio a Stefano e un insulto alla sua famiglia". Nel documentario sono assenti le voci delle istituzioni coinvolte: il regista ha riferito che si sono rifiutati di parlare il direttore e il direttore sanitario del carcere di Regina Coeli e il direttore Sanitario dell'ospedale Sandro Pertini, dove il ragazzo è morto. Cartolano ha poi spiegato che il numero 148 contenuto nel titolo indica che Stefano Cucchi nel 2009 fu il 148esimo morto in carcere: "Stefano è stato nascosto, occultato, in quei giorni non hanno permesso neanche ai genitori di sapere come stava. Alla fine del 2009 sono stati 177 i morti in carcere, per 26 di questi i casi sono ancora irrisolti. Oggi ci chiediamo: Stefano è veramente l'unico ad aver subito l'effetto nefasto di questo sistema?" si domanda il regista.

Fla

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