Sabato 03 Dicembre 2011

Manovra/ Pdl-Terzo Polo da Monti, cresce angoscia per la stangata

Roma, 3 dic. (TMNews) - Uno dei 'consultati' da Mario Monti la mette giù cruda: "Lo abbiamo pregato di fornirci almeno una via d'uscita politica, di indicare qualche possibile ritocco e di mettere qualche risorsa anche sullo sviluppo. Perché altrimenti è davvero dura sostenerla...". E' il giorno della stangata, che il Pdl e il Terzo Polo ricevono in pieno volto, consegnata nella residenza del governo da Mario Monti, Elsa Fornero e Corrado Passera. Per tutti, ora, l'obiettivo diventa individuare un tema sul quale esiste un margine d'azione, sia pure limitato, e provare a spendersi per strappare qualcosa. "Per provare a salvare la faccia", spiegano in coro i 'consultati'. Angelino Alfano, ad esempio, ha individuato nell'Irpef la prima strada praticabile. In fondo, riferiscono da via dell'Umiltà, Monti non avrebbe del tutto chiuso la porta in faccia al segretario, quando quest'ultimo avrebbe definito "indigeribile" la strada che porta a tassare ulteriormente i redditi di 55 mila euro. Certo, Alfano si muove consapevole che i margini restano ristretti. Tanto che, andando in tv, alza la voce solo sull'aliquota Irpef al 41%. Cautela sulla patrimoniale, cautela e anzi aperture sulle pensioni, nessun accenno allo spinoso tema dell'Ici. E questo nonostante un partito che ribolle, con gli ex An in prima fila nel reclamare misure meno pesanti almeno sulla prima casa. Alfano tenta di tenere tutto assieme, senza strappi, scegliendo parole che non dispiaceranno all'ala dura pidiellina: in linea di principio possiamo anche non votare alcuni singoli provvedimenti, "non siamo a sovranità limitata", ma "confidiamo nel buonsenso di Monti". Il Terzo Polo, se possibile, è la forza che più di tutte ha accusato il colpo. Pretoriani di Monti della prima ora, oscillano in queste ore fra la linea della "carta bianca" al premier - ribadita anche stamane - e i primi timori di essere identificati come i principali sostenitori della stangata. Oggi, senza peli sulla lingua, hanno provato a chiedere maggiore sviluppo e un ripensamento sull'Irpef. Benedetto Della Vedova lo sostiene anche 'in chiaro', rilanciato dalle agenzie di stampa: "Non sarà simpatico difendere la manovra in Parlamento ma è un passaggio cruciale per ricominciare a guardare al futuro con fiducia e speranza". La promessa che entrambe le delegazioni già ricevute da Monti hanno dovuto fare al premier è stata quella di silenziare eventuali rivendicazioni, almeno fino all'approdo del decreto in Parlamento. Dove il Pdl già prepara un tentativo di 'dissociazione', almeno di principio, sulle misure considerate 'indigeribili' e per evitare che ripercussioni d'immagine. Alfano ha provato a spiegarlo in tv: il provvedimento che il governo si accinge a varare "non è il Vangelo", ma bisognerà evitare di "stravolgerlo". Perché alla fine, questo è chiaro ormai a ogni forza politica, la stangata dovranno votarla tutti.

Tom

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