Giovedì 14 Maggio 2009

Governo incassa 3 fiducie sulla sicurezza,chiarimento Fini-Bossi

Roma, 14 mag. (Apcom) - L'elemento fattuale è che il governo ha incassato ben tre fiducie in un giorno solo, una per ogni maxi-emendamento presentato alla Camera al ddl sicurezza; il dato politico è che in maggioranza si registrano ancora scintille tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e il leader della Lega Umberto Bossi sul respingimento dei richiedenti asilo politico ma, quando poi si tratta di presentarsi all'appuntamento con l'urna, la maggioranza avanza compatta. E il presidente del Consiglio, alla Camera durante l'ultimo voto della giornata, sorride soddisfatto. Eppure, ieri mattina il sole di Roma aveva rischiarato quelle che potevano definirsi 'scintille' nella coalizione di governo. Fini, conversando con i cronisti, aveva infatti detto chiaro e tondo che "l'Onu non è in campagna elettorale", mentre in Italia ci sono "eccessi propagandistici" che sarebbe meglio evitare, soprattutto su una faccenda delicata come i richiedenti asilo politico e il loro respingimento. "Bisogna evitare eccessi propagandistici", il ragionamento di Fini, e la proposta del ministro dell'Interno Roberto Maroni di di far verificare le richieste di asilo in Libia "è un'ipotesi tra le tante, non peregrina". Insomma, un problema con i respingimenti "c'è" e "non è un problema di punti di vista: ci sono le norme di diritto internazionale. Esiste il problema del respingimento dei migranti ed esiste il diritto all'asilo. Solo che va verificato. Se si verifica sul territorio nazionale esistono i Cie, se si verifica durante il trasferimento deve essere certo che sia fatto in modo esaustivo e completo. Forse bisognerebbe pensare a istituire dei centri anche nei paesi notoriamente di transito, coinvolgendo le organizzazioni internazionali come l'Onu e la Ue". Parole che Fini pronuncia con pacatezza, ma che scatenano la replica della Lega. E' proprio il Senatur Umberto Bossi a dire la sua: i richiedenti asilo? "cominciamo a respingerli - afferma lapidario - e dopo si vede". Poi, la risposta al presidente della Camera: "se poi non fai propaganda quando sei sotto elezioni, quando la fai?". Scintille, appunto, che necessitano di un chiarimento immediato. Colloquio di una mezz'ora nello studio del presidente della Camera tra i due (alla presenza del capogruppo del Carroccio Roberto Cota) e, al termine, lo stesso Bossi puntualizza che "Fini è uomo di parola, lui la parola la mantiene". Del resto, il Senatur ha sempre riconosciuto che "con Fini il rapporto è facile, se ti dà la parola la mantiene. Insomma... abbiamo parlato di cose alte, di come ci si comporta reciprocamente tra alleati". Sullo sfondo, il voto parlamentare sul ddl sicurezza, cavallo di battaglia della Lega e dell'inquilino del Viminale, ultimamente sostenuto a spada tratta anche da palazzo Chigi: tre maxi-emendamenti con tre voti di fiducia, passati senza intoppi. Berlusconi, paciere, uscendo da Montecitorio tira le somme. Le politiche adottate dal Governo italiano sui respingimenti dei clandestini, sancisce il premier "sono in linea con le direttive Ue, col diritto internazionale, con la legge italiana. Tutto il resto sono cose...". Insomma, "c'è un'agenzia dell'Onu in Libia - aggiunge Berlusconi - chi vuole venire qui e chiedere di essere accolto perchè ha i requisiti per essere considerato persona da accogliere si reca all'agenzia dell'Onu in Libia e lì avrà la ricezione del suo nome. E ricordiamoci che la Libia ha avuto negli ultimi tempi la presidenza del consiglio dell'Onu per i diritti umani". Chiuso 'l'incidente' tra Fini e la Lega e risolta la formalità dei voti, a Montecitorio resta solo l'opposizione, a recriminare per la fiducia posta dal governo al ddl e a presentare odg per "sfidare l'esecutivo almeno ad un'assunzione di responsabilità su temi che in commissione apparivano condivisi" e che sono usciti dal ddl a causa dei maxi-emendamenti. Laura Garavini, capogruppo del Pd in commissione Antimafia, annuncia infatti di aver convertito gli emendamenti dei Democratici in odg e spiega che "l'aver posto la fiducia sul ddl impedisce all'opposizione di votare a favore di quegli emendamenti, di cui è stata artefice. Mettendoci in una posizione assurda". Inoltre - prosegue Garavini - è assurdo che questo pacchetto sicurezza non venga utilizzato dal governo per inserire tutta una serie di aspetti determinanti nella lotta alla mafia", anche se nel testo ci sono "comunque alcuni elementi positivi". "Noi comunque - conclude la democratica - saremo impegnati in prima fila al Senato perche queste proposte migliorative vengano inserite nel pacchetto sicurezza". Gic

MAZ

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