Sabato 16 Maggio 2009

F1; Nessun accordo tra Fia e team, la Ferrari va in tribunale

Roma, 16 mag. (Apcom) - Il giorno della possibile pace è diventato un altro capitolo della guerra tra i team e la Fia. Dal meeting di Londra la Formula 1 esce con le idee ancora confuse e le parti in causa ancora molto lontane. La Fia, infatti, ha scelto di non scendere ad alcun compromesso sulle nuove regole del Mondiale 2010 e in particolare sul tanto discusso tetto al budget di 45 milioni di euro per i team, con escluse però alcune spese come l'ingaggio dei piloti e il marketing. Un budget che sarebbe assolutamente troppo basso per le scuderie maggiori, con Ferrari e Red Bull che hanno già annunciato il loro addio al campionato del mondo. La scuderia di Maranello, però, ha fatto un ulteriore passo avanti, presentando un ricorso giudiziario all'Alta Corte di Parigi per bloccare l'entrata in vigore del nuovo regolamento. La notizia, anticipata dal presidente della Fia Max Mosley dopo l'incontro di Londra, è stata confermata da fonti giudiziarie e dagli avvocati della scuderia di Maranello. L'udienza avrà luogo martedì 19 maggio alle 16. La Ferrari, come ha spiegato uno dei suoi legali, Emmanuel Gaillard, ha scelto la procedura d'urgenza tenendo conto della prossimità della scadenza per le iscrizioni alla prossima stagione. "Bisogna iscriversi tra il 22 e il 29 maggio - ha detto il legale - e dunque per accettare questo regolamento, oppure per prendere atto che il regolamento non è conforme agli accordi presi con la Ferrari. Non avevamo altra scelta". Dopo l'incontro andato a vuoto a parlare è stato il numero uno della federazione, Max Mosley, mentre i team si sono nuovamente riuniti tra loro. Mosley ha ribadito la linea della fermezza, sostenendo che le scuderie non avrebbero fornito un'adeguata controproposta alla Fia. "Eravamo preparati ad ascoltare ciò che avevano da dire", ha detto Mosley, parlando anche di un incontro amichevole. Mosley non crede tuttavia che la Ferrari lascerà davvero la Formula 1 ma l'azione giudiziaria intrapresa dal Cavallino in Francia rende difficile ogni trattativa, almeno secondo il presidente della Fia. "Sarei davvero sorpreso se alla fine la Ferrari lasciasse veramente", ha detto, aggiungendo poi che "quando qualcuno inizia un'azione giudiziaria diventa molto difficile negoziare con lui". La Fia, almeno a parole, sembra tranquilla e nega che l'addio di qualche team, pur se di grande prestigio, potrebbe portare alla paralisi dello sport. Resta, duro, lo scoglio dei termini della questione: il tetto ai budget, così come concepito, porterebbe di fatto a un "doppio Mondiale", con i team più forti finanziariamente di fatto penalizzati e le scuderie minori, e quelle nuove, che avrebbero libertà tecniche decisive. Bernie Ecclestone, patron della Formula 1, tenta di vestire i panni del mediatore e sembra vedere il bicchiere mezzo pieno. "Penso che la cosa che crea i maggiori problemi sia il concetto del doppio regolamento tecnico" ha spiegato oggi il patron al termine della riunione all'aeroporto di Heathrow. "Credo sia abbastanza chiaro che non dovrebbe essere così, ce ne dovrebbe essere soltanto uno. Alla fine - ha proseguito - non è una questione di tetto al budget: ci sarà chi è più o meno felice, chi vuole la cifra più o meno alta, ma da questo se ne può uscire". Dopo la riunione tra i team, a parlare è stato il direttore della gestione sportiva Ferrari, Stefano Domenicali, che ha sottolineato l'unità tra le scuderie e parlato di un accordo ancora possibile. "Penso che questi incontri abbiano detto che da un lato c'è un gruppo molto unito di team che sta discutendo col presidente della Fia del futuro e di tutte queste regole. Questo è quello che posso dire ora", ha detto Domenicali, che resta ottimista nonostante i tempi stretti. "Penso che sia un work in progress - ha spiegato - stiamo lavorando sodo per cercare una soluzione e penso che oggi abbiamo mostrato la nostra unità, con diverse prospettive ma portando avanti il nostro concetto". Secondo il direttore sportivo del Cavallino, inoltre, la questione va ben oltre il tetto al budget di 45 milioni di euro. "Non è l'unica cosa, dobbiamo parlare su tutto ciò che riguarda la governance e il modo in cui vengono fatte le regole. Non è l'unico punto sul tavolo della discussione".

Ant-Caw

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