Mercoledì 20 Maggio 2009

A Torino il G8 Università oscurato da scontri con la polizia

Roma, 20 mag. (Apcom) - Del G8 dell'Università a Torino si ricorderanno soprattutto gli scontri con la polizia, forse un po' meno quanto deciso nel Castello Valentino nella due giorni che ha visto riuniti i maggiori rappresentanti del mondo accademico, firmatari di un documento da sottoporre ai grandi della terra che si riuniranno a luglio a L'Aquila. A Torino sono confluiti i rappresentanti dei paesi del G8, degli outreach 5 (Brasile, Cina, India e Sud Africa), del gruppo Mem (Corea del Sud, Australia, Indonesia) e di alcuni paesi della sponda del Mediterraneo, del Medio Oriente, dell'America Latina e dell'Africa. E nelle strade del capoluogo piemontese si sono registrati gli attesi scontri, con 24 feriti tra le forze dell'ordine e due manifestanti arrestati, entrambi cittadini italiani di 26 e 29 anni. Le violenze di die giorni fa sono proseguite anche ieri al corteo. Tre gli studenti feriti, non gravemente. Ottomila i partecipanti secondo gli organizzatori della protesta contro il "G8 dei rettori", la Rete contro il G8-Onda Anomala; tremila secondo la questura di Torino. La polizia ha sequestrato numerosi oggetti, tra cui bastoni, mazze, grossi sassi, due piccozze, un ordigno rudimentale, lo striscione che era in testa al corteo e che era stato rivestito con plexiglas per renderlo rigido e poterlo utilizzare come scudo. La rabbia dei manifestanti non ha risparmiato il centro cittadino, con cassonetti rovesciati e auto danneggiate. Inutili gli appelli a una pacifica contestazione arrivati da più parti. La stragrande maggioranza ha protestato in modo pacifico ma circa un centinaio di persone ha ingaggiato un vero e proprio duello con polizia e carabinieri. Il corteo, partito intorno alle 12, ha rispettato ieri le prescrizioni dell'autorità di pubblica sicurezza sul percorso, partendo da Palazzo Nuovo e percorrendo le vie Po, Castello, Micca, Re Umberto, C.so Vittorio Emanuele, Madama Cristina e C.so Marconi, dove era previsto il regolare arrivo del corteo, nei pressi della facoltà di architettura. E' a questo punto che sono iniziati i tafferugli e gli scontri, dopo che alcuni gruppi organizzati di disturbatori, come ricostruisce la questura locale, hanno imbracciato diversi oggetti arrivando a diretto contatto con lo schieramento di polizia fermo sulla linea di difesa. I manifestanti, muniti di caschi, parastinchi e giubbotti, con il volto coperto da sciarpe, hanno azionato gli estintori nascosti dietro uno striscione contro gli agenti, dando inizio a un fitto lancio di oggetti, tra cui cubetti di porfido, grosse pietre, petardi che hanno colpito i poliziotti. Le forze dell'ordine hanno respinto l'aggressione lanciando lacrimogeni. I poliziotti hanno risposto con ripetute cariche di alleggerimento. Un ulteriore attacco e un tentativo di sfondamento è stato fatto dai manifestanti nel tratto via Ormea-via Giocosa, anch'esso respinto dai reparti di polizia, contro cui sono stati lanciati ripetutamente oggetti che hanno danneggiato gravemente diverse auto in sosta. Uno dei poliziotti feriti ha riportato la frattura scomposta del setto nasale. I manifestanti sono stati dispersi ma, in via Nizza, si sono ricompattati in direzione C.so Vittorio per poi raggiungere l'università, via centro città. Tra gli studenti-manifestanti, due sono intossicati e uno ha un trauma facciale: tutti sono stati medicati all'ospedale Le Molinette. Dura la presa di posizione del ministro dell'Interno, Roberto Maroni: "La polizia - ha detto - è stata attaccata con premeditazione. Non sono studenti, non sono giovani in cerca di giustizia, sono violenti". Gli investigatori stanno ora valutando tutto il materiale video-fotografico per identificare altri manifestanti autori dei disordini. Altri provvedimenti non si faranno attendere. Bilancio pesante, ma la zona rossa del Valentino non è stata violata. Il G8, quello delle sale seicentesche del castello, si è concluso regolarmente. "La sostenibilità - non può essere raggiunta semplicemente attraverso le scienze esatte ma con il coinvolgimento delle scienze della vita, delle scienze sociali e umanistiche", si legge nel documento finale del G8, che ha recepito la dichiarazione che gli studenti di oltre 20 Paesi hanno sottoscritto il 9 maggio a Palermo. Un richiamo forte all'etica nello sviluppo, insomma, che ha voluto mettere in evidenza "l'interdipendenza e l'interazione tra economia, etica, politica energetica ed ecologia": le quattro 'E', punto focale su cui approfondire il dialogo e le strategie politiche del futuro.

Gtz

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