Sabato 23 Maggio 2009

Dilaga in Gb la 'dieta-scommessa': se non dimagrisci, paghi

Roma, 23 mag. (Apcom) - Se non dimagrisci, paghi: dopo gli Usa, prende piede in Europa la 'dieta-scommessa', che prevede una sorta di pubblico impegno - tramite una dichiarazione su un sito web - a diminuire il proprio peso, dando un vero e proprio valore monetario all'impegno. La 'betting-diet' è nata negli Usa alcuni anni fa, quando Dean Karlan, professore di Economia a Yale, decise di aprire online un 'Negozio dell'impegno'. E ora il fenomeno si sta diffondendo anche in Europa, con oltre 1.000 scommettitori in Gran Bretagna. La dieta-scommessa è semplice: registri su un sito la tua promessa in termini di peso da perdere, e se non ce la fai entro il termine ultimo indicato, l'organizzazione 'Sticck' è autorizzata a prelevare la cifra scommessa dal tuo conto. Il denaro va a un'organizzazione benefica di tua scelta, oppure a un'associazione che milita in campo totalmente avverso, che viene indicata proprio per aggiungere motivazione per il dimagrimento. "Scegliamo argomenti estremamente delicati - spiega Jordan Goldberg, co-fondatore del sito Sticck.com, che gestisce le scommesse - ad esempio il surriscaldamento globale, le unioni gay o l'aborto". L'idea è che il solo pensiero di dare soldi a quella o quell'altra odiatissima organizzazione sia un forte incentivo a rispettare la promessa fatta. Il tasso di successo dichiarato negli Usa è dell'85%, si legge sul sito Sticck.com, che ha già raccolto 23.402 scommesse per un controvalore di oltre 1.600.000 dollari. Tutti i casi di perdita di peso devono essere verificati da un arbitro. Il punto debole, fanno notare medici e dietologici, è che una volta vinta la scommessa e finito l'impegno pubblico e l'effetto incentivo rientra, difficile pensare che l'effetto rimanga.

Orm

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