Martedì 26 Maggio 2009

Iran: Rinvio visita Frattini? Roma si fa influenzare da altri

Roma, 26 mag. (Apcom) - Il 'dossier Iran' resta caldo nell'agenda della politica estera italiana dopo la cancellazione della visita di Franco Frattini a Teheran. La Repubblica islamica smentisce in mattinata qualsiasi rapporto fra l'annullamento della missione del ministro degli Esteri italiano (in agenda il 20 e 21 maggio) e l'ultimo test missilistico degli ayatollah, che risale a mercoledì scorso. L'Italia "si è fatta influenzare da altri" denuncia il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Hassan Qashqavi. Poi l'affondo di Ahmadinejad: "Non diamo molta importanza alla posizione di alcuni paesi europei, perché sappiamo che sono sotto la pressione di qualcun altro mentre quando ci parlano in privato dicono cose diverse". La cancellazione del viaggio di Frattini non ha avuto niente a che fare né con il voto presidenziale dell'Iran (il prossimo 12 giugno, ndr) né con il successo del test del suo missile deterrente terra-terra, il Sejil 2" afferma Qashqavi, citato dall'agenzia di stampa Irna. La riposta da Roma non si fa attendere: "Non ci facciamo condizionare - dichiara Frattini a margine di un convegno delle Acli - abbiamo le nostre profonde convinzioni. Abbiamo anche degli obblighi internazionali e degli obblighi europei che dobbiamo mantenere". L'obiettivo, spiega il capo della diplomazia italiana, resta quello di riuscire a coinvolgere ad alto livello la Repubblica islamica nella conferenza ministeriale internazionale su Afghanistan e Pakistan che l'Italia-presidente di turno del G8 sta organizzando per fine giugno a Trieste. "Continuiamo a ritenere - prosegue Frattini - che l'Iran sia un partner importante per la stabilizzazione del Pakistan e dell'Afghanistan"; "riteniamo anzi che il vertice trilaterale (fra i leader iraniano, pachistano e afgano, ndr) che ha avuto luogo ieri a Teheran sia un passo importante". Sui rapporti bilaterali interviene anche il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, interpellato dai giornalisti durante una conferenza stampa a Teheran. La mancata visita di Frattini "non era niente di importante, era una questione ordinaria" sostiene il leader ultranazionalista, in base alla trascrizione fornita ad Apcom dalla France Presse. Era il capo della diplomazia italiana, secondo Ahmadinejad, "a volere venire, a volermi incontrare mentre ero in una trasferta in provincia e non a Teheran". L'incontro si sarebbe dovuto a tenere proprio a Semnan, il luogo da cui è stato lanciato il Sejil, e gli italiani "non hanno accettato" fa notare il presidente iraniano. In ogni caso, aggiunge, "non diamo molta importanza alla posizione di alcuni paesi europei, perché sappiamo che sono sotto l'influenza di altri mentre quando ci parlano in privato dicono altre cose". A chi gli ricorda che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non lo invitò alla cena di gala del vertice Fao dell'anno scorso a Roma, Ahmadinejad ribatte: "Di solito quando partecipo a questo genere di incontri non vado alle cene di lavoro (...) Prima del viaggio in Italia, l'avevo detto agli italiani, quindi non è una questione di grande importanza. Se il signor Berlusconi ha avuto una percezione simile si è sbagliato". Nella stessa conferenza stampa, il presidente iraniano esclude qualsiasi colloquio sul nucleare con l'occidente al di fuori dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica (Aiea) e annuncia di voler proporre al presidente americano Barack Obama "un dibattito alle Nazioni Unite per parlare delle radici dei problemi e della direzione del mondo". Berlusconi, che vedrà Obama a Washington a metà giugno, alla Cnn ribadisce che l'Italia è "per il dialogo, ma il dialogo dev'essere un dialogo con tempi certi e quindi - dice ancora il Cavaliere - sosteniamo il Presidente Obama, che non ha sbagliato una sola mossa in politica estera da quando ne ha assunto la responsabilità, e pensiamo che ci debba essere il tentativo assoluto di far ragionare l'amministrazione iraniana". Quello di cui siamo sicuri - chiosa Berlusconi - è che non possiamo accettare che l'Iran si doti di una bomba nucleare. In altre situazioni siamo stati utili, così anche in questa situazione, se ci viene pure richiesto, siamo disponibili a tentare di essere utili per il bene comune".

Cep

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