Mercoledì 27 Maggio 2009

Gm; azienda verso fallimento, quota in mano allo stato verso 70%

New York, 27 mag. (Ap) - General Motors è sempre più vicina al fallimento, con il governo Usa che si appresta a rilevarne fino al 70% per consentirne la ristrutturazione. Oggi il colosso di Detroit annuncerà che solo una piccola frazione dei creditori detentori di 27 miliardi di dollari in obbligazioni ha accettato di scambiare tale debito con una quota azionaria del 10% nella futura Gm ricapitalizzata. Un accordo, quest'ultimo, che costituisce una delle condizioni stabilite dall'amministrazione Obama, che ha già erogato 19,4 miliardi di aiuti all'azienda e che è disposta a concedere ulteriori finanziamenti solo se i creditori e i lavoratori aderenti ai sindacati faranno ulteiori concessioni per ridurre i costi. Con il rifiuto della maggior parte dei creditori di scambiare titoli con azioni, svanisce anche la piccola speranza innescata ieri dal sindacato Uaw, che avevano rivelato ieri che avrebbe assunto una quota del 20% nella Gm a fronte del 39% precedentemente previsto. Una concessione che sembrava avere buone probabilità di convincere i creditori recalcitranti ad accettare il piano di Washington. Poi la doccia fredda. Secondo il Wall street Journal il fabbisogno di ulteriori 50 miliardi di dollari di finanziamenti da parte del governo per pagare i creditori garantiti mantenendo l'azienda operativa durante una complicata ristrutturazione significa invece che la quota del Governo salirà dal 50% al 70% di Gm con una piccola quota che con lo stesso meccanismo finirà anche in mano al governo canadese. Un tale accordo è destinato a far ritornare i creditori al punto di partenza e a far scattare le procedure fallimentari con il "Chapter 11" dell'amministrazione controllata.

BOL

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