Giovedì 28 Maggio 2009

Processo Billè; Sangalli non risponde, Ricucci va in Cassazione

Roma, 28 mag. (Apcom) - Il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell'ambito del processo in cui è imputato il suo predecessore, Sergio Billè. Questa la sostanziale novità di oggi nell'udienza davanti ai giudici della V sezione penale. Anche l'immobiliarista Stefano Ricucci avrebbe dovuto deporre, ma secondo quanto spiegato dal suo difensore, lo si farà dopo una risposta dalla Cassazione, in merito ad alcune pene accessorie che sono state emesse dai giudici, dopo il patteggiamento della pena a 3 anni per aggiotaggio, in relazione al tentativo di scalata al gruppo editoriale Rcs-Corriere della Sera. La Procura, comunque, ha deciso di citare nuovamente come teste Ricucci. La sua testimonianza è prevista, quindi, per la prossima udienza alla fine di giugno. Sangalli, invece, si è potuto avvalere della facoltà di non rispondere perché era stato indagato nella vicenda, anche se poi venne prosciolto in fase istruttoria dallo stesso ufficio dell'accusa. Sergio Billè è imputato per la compravendita, fittizia secondo i pm, dell'immobile di via Lima, a Roma, ceduto da Ricucci alla Confcommercio (l'ipotesi era quella di ospitarvi la nuova sede dell'associazione) per 39 milioni di euro; le presunte tangenti che lo stesso Stefano Ricucci avrebbe dovuto versare a Billè, a Donato Porreca e Fulvio Gismondi, per ottenere la gestione del patrimonio immobiliare dell'Enasarco. L'ex numero uno di Confcommercio è stato prosciolto dalle accuse riguardo alla gestione dei cosiddetti fondi del presidente, ossia la presunta appropriazione da parte di Billè, per fini personali, di fondi Confcommercio per l'acquisto, tra l'altro, di opere d'arte per due milioni di euro e per il pagamento del canone di affitto della sua abitazione all'Ara Coeli a Roma per un importo di 222 milioni di vecchie lire all'anno. Sotto accusa, nel processo, c'è anche il figlio di Billè, Andrea, e il commercialista Luigi Gargiulo, per cui è stata rigettata una richiesta di patteggiamento ad un anno e 10 mesi.

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