Lunedì 08 Giugno 2009

Europee; Di Pietro al Pd: Nuova coalizione. E vuole voti sinistra

Roma, 8 giu. (Apcom) - Un Idv meno 'dipietrista', pronto a lanciare la sfida al Pd sul tema delle alleanze: è questo il profilo che Antonio Di Pietro disegna nel dopo voto, che gli ha consegnato, con il 7,98%, un pacchetto di consensi quadruplicato rispetto alle precedenti europee e quasi raddoppiato sulle politiche del 2008. Dopo la nottata elettorale per lo spoglio delle europee, gli uomini di Di Pietro si vedono nella sede nazionale del partito per valutare i risultati delle amministrative, ma i suoi fanno sapere che non è in programma "nessuna riunione particolare". L'appuntamento è già fissato fra due settimane, per un passaggio simbolico al quale Di Pietro annette grande importanza: "Il 22 giugno - annuncia - ci sarà l'esecutivo dell'Idv: toglieremo il nome del fondatore dal simbolo, costruendo una classe dirigente su base universale, e daremo vita ad una rifondazione congressuale e programmatica. E ora che non c'è neanche la sinistra ci assumeremo l'onere e l'onore di rappresentare il mondo del lavoro e chi il lavoro non ce la più". Programmi ambiziosi, come si vede: il mandato che Di Pietro ritiene di aver ricevuto dalle urne è quello per la fondazione di un nuovo centrosinistra. Gli elettori, dice il leader dell'Italia dei Valori, "ci hanno chiesto un cambiamento e noi vogliamo essere cofondatori di una nuova alleanza che, in un sistema bipolare e non bipartitico, possa essere l'alternativa vera ad un sistema che ha fallito". L'Idv ha già imbarcato numerose personalità provenienti dalla sinistra e dal sindacato: ora guarda avanti e punta a incassare ulteriori dividendi dal possibile sfaldamento della ex sinistra radicale, dopo che né la Lista comunista né Sinistra e Libertà sono riuscite a superare lo sbarramento del 4%. "Quello di ieri - attacca Di Pietro - è il risultato di una lotta intestina della sinistra che è sempre più lontana dalla gente e con questa loro frammentazione si sono suicidati da soli. Io spero - ha concluso - che da questo risultato possa nascere una nuova classe dirigente più umile e che - come fa l'Idv - sia più nelle fabbriche e meno nei salotti televisivi". Ma è il Pd, presumibilmente il partito che più ha ceduto voti all'Idv, l'oggetto di una vera e propria sfida per l'egemonia: assicurando che "riconfermiamo l'impegno a sostenere le candidature del Pd anche ai ballottaggi" Di Pietro chiede "che per il futuro ci sia ascolto" per le istanze e i programmi politici dell'Idv". Secondo Di Pietro gli elettori "hanno capito che Berlusconi non è invincibile e che con il voto di ieri è stato rimesso con i piedi per terra smascherando i suoi finti sondaggi. Ma se il nostro è un atto di responsabilità, a questo - ha sottolineato - occorre che si affianchi da parte del Pd un altro atto di responsabilità e di umiltà" perchè "il consenso che abbiamo ottenuto merita rispetto". Rispetto che, spiega Di Pietro, "è la base per una alleanza". Spunti per futuri scontri: il leader del Pd Dario Franceschini prova a declinare questo rispetto nel riconoscimento del "risultato significativo" ottenuto dall'Idv. Ma Marina Sereni, vicecapogruppo democratico alla Camera, replica piccata alla richiesta di Di Pietro di 'scelte chiare' sulle alleanze: "Il Partito democratico - avverte - è il primo partito dell'opposizione e il problema non è scegliere le alleanze prima e i programmi dopo, ma il contrario".

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