Domenica 28 Giugno 2009

Elezioni di metà mandato, aperte le urne in Argentina

Buenos Aires, 28 giu. (Apcom) - Il presidente Cristina Kirchner e suo marito, l'ex capo dello stato Nestor Kirchner (2003-2007), rischiano oggi per la prima volta dal loro arrivo al potere di perdere il controllo del Congresso, in occasione delle elezioni di metà mandato. Gli argentini hanno iniziato a votare alle 8 locali (le 13 in Italia) e le urne resteranno aperte fino alle 18 (le 23 italiane) per rinnovare la metà dei seggi della camera dei deputati e un terzo di quelli del Senato. L'ex pilota di Formula 1 e candidato ala carica di senatore, Carlos Reutemann, ritenuto un potenziale candidato alla presidenza nel 2011, è stato uno dei primi a votare in una piccola località della provincia di Santa Fe (centro-est). Il capo del partito peronista Nestor Kirchner, candidato nella provincia di Buenos Aires, è 'gomito a gomito' con il suo avversario, Francisco de Narvaez che incarna in seno al partito peronista il ritorno delle idee neo-liberali dell'ex presidente Carlos Menem (1989-1999). Imporsi nella periferia di Buenos Aires (centro-est), dove vota il 40 per cento degli elettori, permetterebbe all'ex presidente di ridimensionare un'eventuale sconfitta al Congresso. Kirchner, anche se originario della Patagonia (estremo sud), punta sui sobborghi poveri della capitale per fare la differenza. Sa che nelle principali città (Buenos Aires, da sempre anti-peroniste, Rosario e Cordova, legate al mondo rurale) e nelle campagne, la sua parta si trova in difficoltà. L'opposizione rappresenta il 70 per cento dell'elettorato rispetto al 30 per cento del partito al potere, ma è spaccata tra peronisti di destra delusi del kirchnerismo, socialdemocratici, socialisti e partiti di minoranza di sinistra. Da parte loro, gli agricoltori vogliono far scontare alla Kirchner il suo conflitto con il mondo rurale. La decisione del governo di aumentare brutalmente del 25 per cento la tassa sull'esportazione della soia, la principale ricchezza del Paese, paralizzò l'Argentina per sei mesi lo scorso anno. Un conflitto che ha duramente intaccato il prestigio del presidente, il tasso di popolarità del quale è sceso dal 55 a meno del 30 per cento. Kirchner ha drammatizzato l'appuntamento con le urne, lanciando l'allarme su "un ritorno al caos del 2001", la peggior crisi economica della storia argentina. "Questa è più di un'elezione: è una scelta tra il ritorno al passato e il consolidamento di un progetto nazionale", ha affermato la moglie del presidente, favorevole alle nazionalizzazioni. Per la prima volta, Kirchner arriva alle elezioni in un contesto economico sfavorevole. L'Argentina è entrata in recessione secondo gli economisti, che contestano i dati del governo. E' ormai finito il tempo dei tassi di crescita all'8 per cento, frutto del rialzo dei prezzi delle materie prime e della politica di nuova industrializzazione, che avevano permesso di raddrizzare l'economia dopo la crisi del 2001. Fco 281437 giu 09

Cep

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