Giovedì 30 Luglio 2009

Andrea Camilleri: Berlusconi rispecchia il peggio degli italiani

Milano, 30 lug. (Apcom) - Ha 83 anni, ma la sua verve polemica è intatta e non risparmia nessuno: Andrea Camilleri, il popolarissimo scrittore padre del commissario Montalbano, manda in libreria in questi giorni "Un inverno italiano. Cronache con rabbia 2008-2009" (Edizioni chiarelettere) e, in un'intervista a L'Espresso, attacca a testa bassa la politica italiana. A proposito del premier Berlusconi, Camilleri spiega: "Il problema vero del nostro Paese è che quest'uomo non si è imposto con la forza, ma è stato liberamente eletto e continua a piacere agli italiani". E riesce a durare "grazie a una caratteristica che ha solo lui: rispecchia e rimanda agli italiani il peggio di loro stessi". Uno specchio deformante, dunque, che piace "per acquiescenza, per pigrizia, per connaturata propensione al gregge. Oggi si tende a dire che gli italiani hanno subito un cambiamento antropologico, ma non è vero, se lo lasci dire da un vecchio di 83 anni. Gli italiani fecero lo stesso con Mussolini. Mi guardo bene dal paragonare i due regimi, qui non ci sono manganelli e olio di ricino, ma l'infatuazione per il capo branco, per colui che guida, è tristemente identica". Al centro della crisi italiana lo scrittore siciliano colloca la televisione: "La gente - ha detto Camilleri a L'Espresso - crede alla televisione come all'oracolo di Delfi, tanto più in un Paese come il nostro dove non si leggono i giornali. E ci crede anche quando a usarla è un demiurgo che stravolge il vocabolario. [...] Berlusconi parla una lingua tutta sua. Dà significati diversi alle parole che perdono così la loro funzione di condivisione e scambio. Può smentirsi di continuo proprio perché capovolge il senso della parola appena pronunciata. Poi si lamenta che non si può discutere con l'opposizione. In realtà non si può discutere con lui perché il suo linguaggio è intraducibile". Andrea Camilleri guarda con più simpatia al Pd, ma senza eccessivo entusiasmo: "Non ho mai voluto aderire al nuovo partito - ha detto - perché me ne considero un semplice sostenitore, anzi, per usare un termine da codice penale, un fiancheggiatore. Certo, non posso dire che i suoi dirigenti stiano dando un bello spettacolo. Veltroni stava mandando la sinistra sotto zero, Franceschini per fortuna ha svolto un lavoro di stoppaggio della deriva. Ora l'importante è trovare una mediazione tra anime diverse. Nel Pd c'è la Binetti e c'è Marino, entrambi cattolici ma, con tutto il rispetto per Marino, entrambi irrigiditi su posizioni opposte. L'unico tentativo serio di incontro tra culture politiche sono stati finora i Dico della Bindi, anche lei cattolica, ma capace di mediare. Bersani forse ne avrebbe l'animo, ma non è il momento di cambiare. Io mi terrei Franceschini".

Lme

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