Martedì 03 Novembre 2009

Levi-Strauss/ Scompare il padre dell'antropologia moderna

Roma, 3 nov. (Apcom) - E' morto a 100 anni Claude Levi-Strauss, l'antropologo francese che con l'applicazione del metodo strutturalista rivoluzionò gli studi della cultura umana, creando una nuova branca del sapere rispetto all'epoca idealistica e spiritualistica. Nato a Bruxelles il 28 novembre 1908, Levi-Strauss avrebbe fra poco compiuto 101 anni: una vita che coprì due guerre mondiali, le persecuzioni contro la minoranza ebraica, la pacificazione europea, la nascita dell'Ue, l'alba e il tramonto del comunismo. Si era laureato in filosofia nel 1931. L'incontro con Marcel Mauss (antropologo dei riti e miti primitivi) lo spinse nel 1935 a partire per il Brasile dove insegnò sociologia in una università francese, ma soprattutto iniziò a conoscere le popolazioni indigene indie nel corso di una spedizione prima fra i Bororo, poi nel Mato Grosso e nella foresta amazzonica. Dal contatto con i "veri selvaggi" nasce "Tristi tropici", celeberrimo testo del 1955 che fa piazza pulita dei preconcetti eurocentrici. Dall'incipit, "Odio i viaggi e gli esploratori, ed ecco che mi accingo a raccontare le mie spedizioni", si delinea la visione di uno studioso cosciente dell'impatto degli "scienziati" occidentali sulle società "primitive". Levi-Strauss è uno degli esponenti di una antropologia moderna che rifiuta l'idea positivistica secondo cui ogni società evolve verso un "meglio" e "più complesso", fino a giungere alle meraviglie della cultura occidentale. Centrale nella sua opera è il concetto di relativismo culturale: l'antropologo è osservatore di una cultura che va studiata senza giudizi di valore. Questa nuova visione delle società umane - accoppiata alle tragedie del Novecento - avrebbe avuto impatto immenso nel ridimensionare la superbia delle società occidentali. Tornato in Francia nel 1939, Levi-Strauss nel 1941 fuggì dalle persecuzioni del regime filonazista francese e si imbarcò per gli Stati Uniti, dove a New York frequentò numerosi intellettuali espatriati. Qui i rapporti con il grande linguista Roman Jakobson gli consentirono di mettere a punto il suo metodo strutturalista. Lo studioso cominciò a insegnare negli Stati Uniti; dopo la guerra prese il dottorato alla Sorbona di Parigi con la doppia tesi "La famiglia e la vita sociale degli Indiani Nambikwara" e "Le strutture elementari della parentela".Inizia da allora lo studio dei miti e dei riti delle società "primitive". Nel 1973 viene eletto dall'Académie Francaise. Nel 1973 ha ricevuto l'Erasmus Prize, nel 2003 il Meister Eckhart Prize per Filosofia e ha ricevuto la laurea ad honorem dalle Università di Oxford, di Harvard e dall'Università della Columbia. E' anche stato onorato della Grand-croix de la Légion d'honneur. Anche negli ultimi anni Levi-Strauss ha continuato a pubblicare meditazioni sull'arte, sulla musica e sulla poesia. Aqu nov 09

MAZ

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