Mercoledì 04 Novembre 2009

Obama/ Un anno di regno: riforme avviate e percorso a ostacoli

New York, 3 nov. (Apcom) - Un anno fa con l'elezione di Barack Obama alla Casa Bianca cambiava il mondo: o no? "Speriamo", dicono tanti democratici che seguirono entusiasticamente l'avvento del nuovo Messia; oggi temono ancora di tutto, dall'ostruzionismo dei repubblicani alla minaccia dell'attentato. Certamente un nero presidente ha scardinato alcuni ancorati pregiudizi della cultura statunitense e ha rappresentato un punto di svolta nella storia Usa e in una società dove le 'minoranze' - neri, ispanici, arabi - sono sempre più maggioranza. Questo non significa che Obama riuscirà a portare a compimento le promesse della sua campagna elettorale, anche se dovesse essere rieletto fra tre anni. Un sondaggio proprio oggi afferma che gode ancora del 54% di opinioni favorevoli complessive. Eppure su singoli temi il suo tasso d'approvazione scende sotto la maggioranza. E' l'uomo Obama, per ora, che rapisce ancora i cuori. La politica di questo ultimo anno ha segnato un taglio netto rispetto all'era Bush in campo internazionale. Il disimpegno dall'Iraq era già programmato e la strategia in Afghanistan, oltre ad essere ancora incerta, per ora non è coronata da alcun successo significativo. Gli Stati Uniti però con Obama hanno avviato un'era di comunicazione col mondo, in particolare quello arabo. Il giovane presidente ha portato un nuovo afflato con i suoi ripetuti discorsi, non ultimo quello all'Assemblea generale dell'Onu in cui ha riaffermato la necessità che anche gli Stati Uniti lavorino in accordo con gli organismi internazionali. Ma le vere riforme obamiane per gli americani sono quelle che avvengono in patria. La crisi economica ha giocato pesantemente nella sua elezione. A un anno di distanza la situazione dell'America non è sanata, e i segni di miglioramento non dipendono necessariamente dai piani strategici di "stimoli" del presidente, del resto assai criticati. La riforma 'faro' di Obama però resta quella della Sanità, un cavallo di battaglia della campagna elettorale: in un sistema dominato da cliniche private e polizze carissime, riuscire a creare una compagnia di assicurazioni pubblica con polizze alternative, per assicurare una copertura sanitaria a milioni di statunitensi che oggi ne sono privi.

Aqu

© riproduzione riservata