Mercoledì 04 Novembre 2009

Sicurezza/ Maroni: Pronto a votare con opposizione, stop da Bossi

Roma, 4 nov. (Apcom) - Dialogo politico possibile o no, quando si tratta di fondi per le forze dell'ordine non c'è "vincolo di maggioranza" che tenga: il titolare del Viminale, Roberto Maroni, li vuole, anzi, li pretende e per questo si dice disponbile a "votare qualunque proposta, anche dell'opposizione" che porti ad averli. Con buona pace dei colleghi di governo, che non vedono di buon occhio l'apertura alla minoranza del ministro dell'Interno. Tocca quindi a Umberto Bossi richiamare all'ordine il collega di governo ma subordinato di partito e il Senatur lo fa senza mezzi termini. "Maroni - dice Bossi - l'ho allevato io quando era un ragazzino e farà quello che dice la Lega e la Lega mantiene la parola: abbiamo fatto le elezioni con Berlusconi e non con l'opposizione. Per avere i fondi per la polizia tratteremo con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti". Nelle sue dichiarazioni, però, il 'ragazzino' Maroni è apparso piuttosto cresciuto, tanto è vero che alla presenza del capo della Polizia, Antonio Manganelli e del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, Maroni si è espresso tirando in ballo tutto il partito e non soltanto il suo voto personale in Aula. "Garantisco - ha infatti tuonato il ministro a un convegno organizzato da un sindacato di polizia - che io e il mio partito in Parlamento faremo una battaglia forte. Se ci sarà una proposta per destinare più risorse dall'opposizione noi la sosterremo e se da ambienti governativi arriverà una proposta per ridurle noi voteremo contro". Facile per il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, far da sponda col ministro. Il leader centrista invita infatti il suo partito a "fare fronte comune", sul tema, con Maroni, che a riceve parole di plauso anche dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani. "Questo governo e questa maggioranza - è la dichiarazione del leader dei democratici - hanno fatto la loro fortuna sull'insicurezza promettendo soluzioni salvifiche, facendo qualche norma sulle ronde e poi praticando tagli micidiali alla sicurezza che è in ginocchio. Se decidono di riprendere questo tema e se la Lega fa questa riflessione è la benvenuta". Infine, appoggio non sperato persino da parte di Fare Futuro, la fondazione presieduta da Gianfranco Fini. "Da queste pagine - scrive il direttore del Web magazine di Fare Futuro, Filippo Rossi - non siamo mai stati teneri con le posizioni leghiste, ma non abbiamo problemi a dire che questa volta Maroni ha ragione da vendere, perché non è possibile che uno Stato si riempia la bocca di 'legalità' e 'sicurezza', se ne faccia vanto, e poi, come denunciano le cronache e i sindacati di settore, lasci senza risorse proprio quegli uomini che, sul campo, devono garantire col loro impegno quotidiano la legalità e la sicurezza per tutti i cittadini".

Gic

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