Martedì 05 Maggio 2009

Minori;Save The Children:Benessere madri e bimbi,Italia 16esima

Roma, 5 mag. (Apcom) - L'Italia è al sedicesimo posto nel mondo nella classifica del benessere di madri e bambini, guadagnando tre posizioni rispetto all'anno scorso. E' quanto emerge dal decimo rapporto sullo stato delle madri nel mondo, presentato questa mattina dall'organizzazione Save the Children. Secondo il dossier, è la Svezia, seguita da Norvegia e Australia, il Paese dove si registrano i migliori parametri relativi alla salute, l'educazione e alla condizione economica delle madri e dei bambini. All'estremo opposto il Niger, ultimo in graduatoria. Un`accresciuta presenza delle donne nel governo nazionale, passate dal 17% del 2008 al 21% nel 2009, e il raggiungimento del 100% del tasso di iscrizione alla scuola secondaria, sono alcuni dei parametri, spiega l'organizzazione, responsabili del migliore posizionamento del nostro Paese. Per quanto riguarda il solo benessere dei bambini (vale a dire considerando i soli parametri relativi ai bambini, come il tasso di mortalità infantile, il tasso di iscrizione alla scuola per l`infanzia e alla scuola secondaria) il nostro Paese si attesta al secondo posto, dopo la Svezia. E in buona posizione l'Italia finisce anche per il supporto allo sviluppo della prima infanzia, attestandosi nella zona A (quella più alta) della classifica, rispettando 4 dei 10 parametri considerati. "Negli ultimi anni - spiega Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia - l`Italia si è sempre collocata a metà del gruppo dei paesi più sviluppati, registrando livelli di eccellenza, rispetto agli indicatori della salute dei bambini". Analizzando invece i soli indicatori relativi al benessere delle madri, quali il ricorso alla contraccezione, i benefici alla maternità, il rapporto fra i salari degli uomini e quelli delle donne, l`Italia scende al 24esimo posto della graduatoria. "Sebbene questi dati riportino un quadro sostanzialmente positivo, la condizione di salute delle mamme appare più incerta di quella dei bambini in Italia", spiega Neri. "Inoltre - sottolinea - le statistiche non sempre riescono a rappresentare a pieno alcune situazioni meno visibili e specifici gruppi sociali più svantaggiati e in difficoltà".

Dpn

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