Cantù è la città dei supermercati
Un’altra apertura e siamo già a 16

L’ultimo della serie è il Maury’s di via Milano, che propone prodotti non alimentari

Terra di supermercati e affini, Cantù. Nel giro di pochi anni, ne sono spuntati così tanti che ora, a contare gli spazi dalla media vendita in su, con i “super” si è arrivati a 16. Segno anche dei tempi che cambiano. Si vende di tutto e di più, con i marchi specializzati.

Dai croccantini per il micio alla chiave inglese. E in centro si punta sull’alta qualità. In una sfida non facile. Dove ogni genere può ritagliarsi la propria clientela. Quanta? Non semplice. Ma la Brianza non è New York. Il rischio è che le fette di ogni registratore di cassa, per tutti, siano sempre più piccole.

L’ultimo, l’ennesimo in via Milano, è Maury’s, prodotti non alimentari. Matteo Ferrari, assessore alle attività produttive, premette che il fenomeno ha origini lontane dalle logiche di un municipio. «C’è una legge regionale che recepisce la direttiva europea Bolkenstein - premette - che comunque contempla il libero mercato».

«Le amministrazioni hanno limitate possibilità all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale. E’ un fenomeno che si sta diffondendo in Lombardia come nel Nord Italia. L’importante è non perdere la tradizione dei negozi di vicinato, un punto di incontro per coloro che abitano il centro, a partire dagli anziani che magari fanno più fatica a muoversi».

Ferrari afferma che il Comune di Cantù ha una sua politica di tutela del centro. «Ritengo doveroso tutelare il tessuto urbano - dice - l’agenda contiene un intervento articolato che va oltre la programmazione di eventi». A Cantù è stato aperto un tavolo per parlare anche di agevolazioni di vario genere. «Gli incontri vertono sul tema della tutela - aggiunge Ferrari - siamo per sostenere i titolari dei negozi di vicinato. L’obiettivo è trovare un punto sinergico nel tessuto commerciale complessivo». Con la nuova apertura sono già a 16.

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