Arosio, altri tre morti  di Covid in casa di riposo
Arosio - La Fondazione Borletti (Foto by Guido Anselli)

Arosio, altri tre morti
di Covid in casa di riposo

Il tragico bilancio della seconda ondata alla “Borletti” sale così a otto anziani nelle ultime due settimane. Nel primo lockdown i decessi erano stati sei. Segnali rassicuranti dagli ultimi tamponi: scesi da 24 a 13 i positivi

La Fondazione Borletti di Arosio ha pagato un altro pesante tributo alla pandemia. Nell’ultima settimana tra i cinque ospiti deceduti, tre avevano avuto esito positivo al Covid 19. Il tragico bilancio della seconda ondata nella Rsa arosiana sale così ad otto, superando il già doloroso conteggio della scorsa primavera che era arrivato a sei.

Dall’inizio della pandemia sono quattordici gli ospiti che sono stati portati via dal Coronavirus. Arrivano invece segnali rassicuranti dagli esiti dei tamponi (che vengono eseguiti, sia in caso di positività che di negatività a tutti gli ospiti a distanza di dieci giorni): sono infatti scesi da 24 a 13 i colpiti dal Covid, sul totale di 126 persone ricoverate nella Fondazione. Nella settimana invece non è cambiato il numero dei dipendenti e del personale, risultato positivo:otto erano ed otto rimangono anche se sono cambiate le persone interessate.

«Alcuni sono stati messi in quarantena preventiva, dopo il manifestarsi di sintomi riconducibili al Covid e prima di conoscere l’esito del tampone - spiega il presidente della Fondazione Antonio Pozzi - Tutto il personale è sottoposto al tampone ogni quindici giorni».

Presto per parlare di discesa

È troppo presto però per parlare di “discesa della curva”. «Manteniamo alta l’attenzione come abbiamo del resto sempre fatto anche nei mesi scorsi - avverte infatti Pozzi -. Gli ospiti positivi continuano ad essere raggruppati in un unico nucleo dedicato, in modo da cercare di evitare, il più possibile, ulteriori contagi. Al momento dell’esito negativo del tampone, gli ospiti vengono spostati in altre camere». Essendo la Rsa “off limits” a tutte le persone esterne, i parenti vengono tenuti informati in tempo reale sulla situazione dei loro familiari. «Il giorno stesso dell’esito positivo, avvisiamo i parenti con una video chiamata -dice il presidente Pozzi -.E così andiamo avanti, a giorni alterni, anche dopo. Cerchiamo poi, per quanto possibile, di mantenere il calendario stabilito per le video chiamate per gli altri ospiti».

Il “pensiero natalizio”

Le prossime feste natalizie saranno sicuramente molte diverse alla Fondazione. «Abbiamo inviato a tutti i parenti degli ospiti un sms nel quale abbiamo anticipato la possibilità di far pervenire ai loro cari un “pensiero natalizio” - dice la direttrice Daniela Crippa - Una lettera, un dono o un altro pensiero. Entro questa settimana comunicheremo le modalità di consegna. Intanto abbiamo iniziato ad avvertire i parenti dell’iniziativa in modo che possano organizzarsi».

La proposta fa parte degli interventi messi in atto per provare a rendere meno traumatico il divieto di incontri “dal vivo”, che va avanti, anche se con una breve “finestra”, dallo scorso mese di febbraio.

«Inviamo anche dei messaggi a sorpresa ai parenti - aggiunge il presidente Pozzi -Il tutto per cercare di avvicinare, quanto più possibile, gli ospiti e i loro cari, pur rendendoci conto della “distanza emotiva”». Il presidente elogia il lavoro dei dipendenti.

«Tutto il personale continua con rinnovato impegno e dedizione per garantire la massima assistenza sanitaria - conclude - Abbiamo poi istituito anche dei supporti psicologici per gli ospiti e, nel limite del possibile, cerchiamo di mantenere le attività ai piani».

Guido Anselli


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