Basta truffe agli anziani  Nel progetto “pilota”  c’è Cantù con la Regione
Si moltiplicano i vademecum per mettere in allerta dalle truffe

Basta truffe agli anziani

Nel progetto “pilota”

c’è Cantù con la Regione

La città del mobile è l’unica nel Comasco Primo stanziamento di 170mila euro a livello lombardo Galbiati: «Tema importante, ora aiutateci ad aiutarvi»

Uno dei reati più detestabili in assoluto, le truffe agli anziani. Ma anche un reato sempre più diffuso, con i malviventi che, senza farsi alcuno scrupolo, per carpire la fiducia delle proprie vittime spesso arrivano a spacciarsi persino per carabinieri.

O a simulare che i familiari si trovino in gravi difficoltà e che abbiano urgente bisogno d’aiuto, o ancora che in casa ci siano rischi per la salute, a causa dell’acqua contaminata.

Per cercare di prevenire simili episodi e di dare sostegno a chi ne sia stato vittima la Regione ha stanziato 170mila euro per un progetto di sensibilizzazione rivolto alle fasce più a rischio, e tra i 23 Comuni lombardi che hanno aderito alla manifestazione d’interesse lanciata dal Pirellone c’è anche Cantù.

L’unico de Comasco, accanto a capoluoghi come Milano, Pavia, Bergamo, Brescia, Lecco, Mantova. Con questi fondi, come ha spiegato l’assessore regionale alla Sicurezza, Immigrazione e Polizia Locale Riccardo De Corato, commentando l’ennesimo tentativo di raggiro messo in atto nel Milanese ai danni di una donna di 86 anni, i 23 Comuni che hanno aderito al progetto potranno coprire le spese per le prestazioni del personale esterno, per l’affidamento di servizi a terzi relativamente alla fornitura di materiali divulgativi e per assistenza di tipo materiale e psicologica alle vittime di reati. Perché gli anziani che hanno subito truffe e raggiri sono particolarmente fragili, e oltre a vivere le conseguenze legate a eventi così traumatici, soffrono anche per il senso di colpa e di umiliazione per essersi fatti imbrogliare. Il che li può portare a soffrire di stati d’ansia e depressione.

«Non sapevo che fossimo gli unici nel Comasco ad avere aderito – commenta il vicesindaco reggente Alice Galbiati – ma mi fa piacere andare in controtendenza in questo caso. È l’ennesima riprova del grande impegno che poniamo sul tema della sicurezza, che si declina anche in queste forme». Ora la polizia locale guidata dal comandante Vincenzo Aiello attenderà le indicazioni della Regione, per capire in che modalità attuare il progetto.


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