Cantù, Riva e l’allarme furti
«Ormai i carcerati siamo noi»

Anche l’imprenditore e altri vip canturini sono esasperati: «Chiamiamo i vigilantes privati». La proposta di Marzorati al Comune: «Organizziamo i cittadini per segnalare i sospetti»

Mentre attendono segnali tangibili dalla politica nazionale a partire dal piano legislativo, i cittadini provano a trovare, in autonomia, le soluzioni all’emergenza ladri. Per non confidare esclusivamente nelle forze di polizia. Ma per dare il proprio contributo in termini di sicurezza partecipata. E così, per l’escalation di furti nelle abitazioni che in questi giorni sta avvenendo soprattutto a Cantù, le proposte di alcuni volti noti della città sono tutte all’insegna del fai-da-te.

Chi, come Maurizio Riva - che parte da un’immagine stile “carcerati in casa nostra”, in una città dove sempre più residenti vivono con le sbarre alle finestre - propone di riunirsi per quartieri, e pagare la vigilanza privata a prezzo fortemente scontato.

Dalla politica, Riva vorrebbe leggi più severe. Chi, come Pier Luigi Marzorati, presidente dell’Associazione Cittadini Benemeriti di Cantù, è già partito con un progetto per sensibilizzare la città, in collaborazione con Carabinieri di Cantù e Comune di Cantù.

E chi, come Alessandro Corrado, già presidente della Pallacanestro Cantù, punta anche sul rendere più vive le strade. Nell’attesa che arrivino sul tema, e sgraditi non sono, i risultati anche della politica.

Riva parte da una considerazione. «Tra allarmi e sbarre, siamo arrivati ad essere carcerati in casa nostra: in tanti, quando aprono la finestra, vedono le sbarre che hanno messo contro i ladri. E i ladri, invece, sono liberi di girare per le strade e di salire sui balconi. Forse è ora di finirla e di fare qualche legge per tenere dentro chi delinque».

Nell’attesa, una proposta pratica: «Le famiglie potrebbero pensare di riunirsi a gruppi di 30, 40 o 50, per ottenere forti sconti sulla vigilanza privata per il proprio quartiere. Aggregazioni numericamente importanti possono aiutare ad abbassare i costi. Non so se il Comune avrà mai i soldi per creare un ufficio furti, diciamo così, per un pronto intervento di supporto alle attuali pattuglie».

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