Cantù, scontro sull’Anagrafe  «Non serve un assessore»
Andrea Lapenna, assessore all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, all’Anagrafe e all’Elettorale (Foto by archivio)

Cantù, scontro sull’Anagrafe

«Non serve un assessore»

Lavori in corso accusa: «Inutile pagare un politico per quel ruolo». Il sindaco non replica. Lapenna: «Anche in questo settore serve attenzione»

La prima seduta di consiglio, quella dell’insediamento e della presentazione della giunta, è filata via senza polemiche. Ma le critiche delle opposizioni all’esecutivo non mancano e a finire nel mirino è soprattutto il forzista Andrea Lapenna, assessore all’Ufficio Relazioni con il Pubblico, all’Anagrafe e all’Elettorale.

Già Vincenzo Latorraca, candidato sindaco del centrosinistra, aveva espresso le proprie perplessità dicendo di ritenerle deleghe incomprensibili, «non mi sembra che in quell’ambito si possano esprimere degli indirizzi politico-amministrativi, dato che ci sono funzioni non del Comune, ma del Governo».

Francesco Pavesi di Lavori in Corso, rivolgendosi al sindaco Alice Galbiati commentando le sue scelte, è anche più corrosivo: «Le pare il caso di pagare con i soldi dei canturini uno stipendio a chi si occuperà di Anagrafe, Elettorale e Urp? Lei sindaco ha vissuto l’esperienza amministrativa, noi gli uffici li abbiamo frequentati…le paiono delle deleghe che valgono uno stipendio?».

La giunta ha quattro assessori della Lega compreso il vicesindaco - Giuseppe Molteni, Maurizio Cattaneo, Isabella Girgi e Antonella Colzani - Forza Italia ne ha due, Matteo Ferrari e Lapenna, e uno Cantù Sicura, Antonio Metrangolo.

Alice Galbiati già aveva confermato di avere operato anche scelte politiche, facendo parte di una coalizione, e non replica a queste critiche. Lo fa invece Lapenna: «Sono deleghe che già aveva anche Natalia Cattini, non sono certo inventate. Per quanto riguarda l’Anagrafe ho già avuto modo di constatare che c’è un grave affanno legato alla scarsità di personale e per l’Urp vogliamo potenziare il servizio. Siamo appena arrivati, capisco il ruolo delle opposizioni, ma ci lascino lavorare». E conclude«Non ho certo intenzione di restare cinque anni con le mani in mano. Se poi, proseguendo il cammino, il sindaco ritenesse opportuno assegnarmi ulteriori deleghe, potrò impegnarmi anche su altri fronti».


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