Cantù, ucraino si finge rumeno
Arrestato e poi condannato

Lavoro regolare, ma doppia identità. Ha patteggiato un anno e 2 mesi. Viveva in un bungalow abusivo

Doppia se non tripla identità, un lavoro regolare, un container abusivo come casa. Rumeno o ucraino? La polizia locale di Cantù l’ha arrestato, e lui ha patteggiato una condanna a 1 anno e 2 mesi. Denunciato anche il 60enne di Cantù: l’autore materiale dell’abuso edilizio.

Martedì mattina, largo 2 Giugno, Cantù Asnago. Un container-bungalow da cantiere, abusivo, allacciato alla rete idrica ed elettrica. Blitz all’alba: non c’è nessuno. Gli agenti rinvengono dei documenti intestati a Alin Cioban, Romania. Arriva il proprietario del terreno: è un 60enne di Cantù. Spiega di aver affittato gratis il bungalow a tale Elia. Gli agenti vanno a trovarlo al lavoro. Sorpresa: Elia è un trentenne ucraino, Dmytro Bidinyi, passaporto originale.

Come Alin Ciobanu, Bidiny ha raggiunto l’Italia e si è fatto assumere regolarmente. A certificare il falso “Ciobanu”, una perizia della polizia locale di Como, specializzata in materia. Bidinyi, arrestato, portato al comando di Cantù, ieri mattina ha patteggiato in Tribunale - pena sospesa - 14 mesi per uso e fabbricazione di documento falso e violazione delle norme per il soggiorno. Denunciato anche il 60enne canturino, per violazione del testo unico edilizio: rischia fino a due anni di arresto e una multa sino a 51mila e 645 euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA