Carugo, la villetta sequestrata ai clan  Ospiterà un  centro per i bambini
I lavori di ristrutturazione alla casa confiscata dieci anni fa ai clan per trasformarla nella Casetta di Timmi

Carugo, la villetta sequestrata ai clan

Ospiterà un centro per i bambini

Iniziati i lavori alla struttura alle porte di Cascina Sant’Isidoro che accoglierà minori da 0 a 5 anni in attesa di essere adottati. Nasce “La villetta di Timmi”

Dieci anni fa è stata confiscata alla criminalità organizzata. A settembre 2020 rinascerà come casa di pronta accoglienza per minori. Questo è il futuro della villetta che si alza alle porte di Cascina Sant’Isidoro dove hanno preso avvio i lavori di ristrutturazione per restituire a Carugo “La casetta di Timmi” ossia il progetto che prevede di dare un tetto ai bambini che non possono rimanere con la famiglia d’origine per i più disparati motivi portato avanti dalla cooperativa Comin con Fondazione Terre des Hommes. Rivolto ai minori da 0 a 5 anni, sono massimo 6 i bambini che possono venire ospitati contemporaneamente nell’abitazione. Proprio per questo gli operai della srl bresciana “Vita” hanno preso in mano trapano, martello e badile per rivedere la disposizione degli spazi. Partendo dal piano terra, via i muri che delimitavano le stanze singole per ricavarne due dove potranno trovare posto 3 bambini. Altrettanti dormiranno al piano superiore, in modo particolare i neonati, accanto alla camera da letto della famiglia che ha scelto di tendere loro la mano. Il piano sotterraneo, invece, rinascerà come luogo di incontro tra bambini e famiglia d’origine o affidataria. Ma potendo contare su un ampio spazio, lo stesso piano conterrà una sorta di magazzino, oltre un bagno e la lavanderia. Focus poi sulla parte esterna, recuperando i portici come spazio casalingo per poi riqualificare il giardino che circonda l’abitazione secondo la visione degli architetti Nicola Eynard e Francesco Maria Agliardi che immaginano spazi di gioco laddove si consumavano giochi di potere per una spesa che abbatte il tetto dei 300 mila euro. «Siamo partner di Comin in questo progetto che vuole essere la prima casa di accoglienza, ma non l’unica che andremo ad attivare» commenta Raffaele Izzo, responsabile della comunicazione e raccolta fondi per la Fondazione Terre des Hommes pronto a percorrere l’ultimo miglio, lungo non più di tre mesi, per restituire alla comunità la prima casa di accoglienza per minori con la fine dell’estate. «Questo immobile ristrutturato rimarrà nel patrimonio del Comune». Il lemure è la mascotte del progetto. «Abbiamo già individuato il nucleo familiare che andrà abitare in casa, accompagnandolo in un percorso di formazione insieme a Comin» spiega la responsabile della Fondazione, Federica Giannotta. «Si pensa di inaugurare la casa per settembre per poi dare alla famiglia il tempo di adattamento: i primi bambini crediamo di poterli ospitare da novembre. Per questo sarà nostra premura promuovere il progetto presso le istituzioni, i comuni confinanti oltre che il Tribunale dei Minori». E conclude: «Ci teniamo molto come Fondazione a questo progetto che rappresenta il risultato di anni di lavoro. Perché da sempre lavoriamo su questo tema, ma su livelli diversi, facendo studi o commentando le proposte di leggi, mentre questo rappresenta un punto di ricaduta molto concreto per i bambini».

(Silvia Rigamonti)


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