Caserma dei carabinieri di Cantù  Si parte con i lavori sugli impianti

Caserma dei carabinieri di Cantù

Si parte con i lavori sugli impianti

Il primo passo della riqualificazione del comando di via Manzoni riguarda la caldaia. Arosio: «È solo un inizio». La Regione copre metà del progetto complessivo: 200mila euro

Si parte con gli affidamenti per i lavori alla caserma di via Manzoni. È la sede del comando della Compagnia dei carabinieri di Cantù. Dove, grazie a un accordo tra più Comuni, quello della città del mobile in testa, e il contributo importante della Regione Lombardia, vista la metà dei 400mila euro necessari finanziati, è ora possibile avviare una ristrutturazione attesa e importante.

Sono di questi giorni, infatti, gli incarichi per il progetto della nuova centrale termica della stazione cittadina dell’Arma e per la valutazione sismica. Un doppio passo che conferma i motori accessi per l’intero progetto.

È l’inizio di quanto voluto dal patto tra Cantù e i municipi del circondario, impegnati a partecipare per i 200mila euro non coperti dalla Regione. L’accordo siglato dai sindaci, infatti, stabilisce che il Comune di Cantù metta 100mila euro.

Gli altri 100mila euro arriveranno da Alzate Brianza, Carimate, Cucciago, Figino Serenza, Novedrate e Senna Comasco, servite dal lavoro quotidiano dei carabinieri canturini.

«È la dimostrazione che non si tratta soltanto di parole, ma di fatti - dice l’assessore ai Lavori pubblici Edgardo Arosio, Lega - per un impegno preso fin dall’inizio del mandato. È anche la seconda volta in vent’anni che mi capita d’intervenire sulla caserma: già vent’anni fa ero sindaco e facemmo un intervento per creare spazi maggiori».

E aggiunge: «Stavolta siamo riusciti a fare un autentico partenariato pubblico, sia con i sindaci del territorio ma soprattutto con la Regione, intervenuta a cofinanziare 200mila euro dei 400mila euro totali».

«Ma è solo l’inizio - prosegue l’assessore - cercheremo di ottimizzare il tutto con servizi altamente qualificanti, come la sala per le comunicazioni. È un segnale per dialogare con le forze dell’ordine, e far capire che c’è un desiderio di collaborazione per portare più sicurezza, che viene anche data dalla presenza di un certo numero di uomini».


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