Clonavano le carte di credito
Due anni e mezzo alla “mente”

Patteggia il canturino complice dell’uomo arrestato con 25mila euro di spesa. Nella sua casa la polizia postale aveva trovato diverse tessere contraffatte

Avevano pensato si trattasse solo di un vicino di casa e niente più. E invece l’uomo del piano di sopra era, per certi versi, la vera mente del giro di carte di credito clonate utilizzate per fare la spesa on line.

Ha patteggiato due anni e mezzo di reclusione un uomo di 57 anni, residente a Cantù, nello stesso condominio dove abitava il rumeno di 22 anni arrestato dagli agenti di polizia postale travestiti da dipendenti dell’Esselunga.

L’intera inchiesta era partita proprio dai responsabili della sicurezza del supermercato. In due occasioni differenti erano emersi ordini alla “spesa on line” particolarmente sospetti.

La consegna della merce era stata fatta direttamente dai poliziotti che avevano dapprima denunciato e poi, il mese successivo, arrestato il giovane cittadino rumeno. Complessivamente a lui era stata contestata una truffa da 25mila euro, oltre all’utilizzo di una serie di carte di credito clonate.

Nel corso dell’inchiesta, i poliziotti erano incappati in un vicino di casa sul quale dopo alcuni accertamenti sono iniziati a nascere i primi sospetti. E così dopo una perquisizione domiciliare a casa dell’uomo hanno trovato tracce di diversi numeri di carte di credito “rubati” on line e provenienti da un po’ da tutto il mondo, come Stati Uniti o Messico. Ieri mattina l’uomo è comparso davanti al giudice delle udienze preliminari, che ha accolto il patteggiamento a due anni e mezzo.

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